Tari, parte il bonus per le famiglie in difficoltà: come averlo e quanto si risparmia

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 20/07/2026 10:15

Tari, parte il bonus per le famiglie in difficoltà: come averlo e quanto si risparmia

Entra in funzione a luglio il nuovo bonus TARI, con le prime scadenze in molti Comuni per il pagamento della tassa sui rifiuti.

Parliamo di un'agevolazione che garantisce uno sconto pari al 25% sulla tassa, anche se non per tutti i contribuenti. Infatti, solo i nuclei familiari in condizioni di disagio economico potranno accedere a questo bonus.

Vediamo come averlo, quanto si può risparmiare complessivamente, e a cosa stare attenti.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di RadioUCI Redazione.

Come avere il bonus TARI nel 2026

Introdotto nel 2025 e applicato per la prima volta sulle bollette del 2026, il bonus TARI viene riconosciuto una sola volta all'anno e non richiede la presentazione di una domanda specifica.

infatti sufficiente compilare ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), quella necessaria per ottenere l'attestazione ISEE. Se si presenta la DSU all?INPS e l?attestazione ISEE risulta sotto la soglia stabilita dalla normativa, lo sconto viene attribuito automaticamente grazie allo scambio di informazioni tra i vari enti.

Come precisa nella nota informativa ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), i dati vengono infatti trasmessi "per le prime verifiche alla banca dati di Acquirente Unico (ossia al Sistema Informativo Integrato- SII) e alla banca dati di ANCI (ossia al Sistema di Gestione delle agevolazioni tariffarie SGAte)". E poi "al gestore rifiuti competente nel territorio di abitazione del nucleo familiare che, effettuate alcune ulteriori verifiche, provvede a scontare la TARI".

Ricordiamo che per beneficiare del bonus occorre avere un ISEE sotto i 9.796 euro (nel caso di nuclei familiari fino a tre figli a carico) o fino a 20.000 euro (se con almeno quattro figli a carico).

inoltre indispensabile che la TARI sia riferita a un'utenza domestica intestata a uno dei componenti del nucleo familiare indicato nell'attestazione ISEE.

Quanto si risparmia con quest'agevolazione

Appunto il 25% sulla tassa disposta dall'ente comunale.

A titolo d'esempio, un nucleo familiare di 4 persone residente a Milano in un'abitazione da 100 metri pagherebbe circa 300 euro di tassa annuale. Con il bonus spenderebbe 75 euro in meno, dal momento che lo sconto verrebbe applicato direttamente nell'avviso di pagamento emesso dal gestore.

O almeno così nella maggior parte dei casi. Se il gestore emette l?avviso dopo il mese di giugno, "il bonus dovrà essere pagato con rimessa diretta all?utente che ha presentato la DSU", precisa ARERA nella nota.

Tale rimessa può essere effettuata "tramite bonifico bancario, assegno, o altri mezzi che però siano tracciabili per l?utente".

A cosa fare attenzione sul bonus

Solo ad alcuni aspetti. Ad esempio l'effettivo arrivo del bonus.

A differenza dei bonus sociali, quello per la TARI viene riconosciuto nell'anno successivo rispetto a quello in cui è stata presentata la DSU. Ciò significa che chi ha presentato una DSU valida nel 2025, con un ISEE entro le soglie previste, riceve lo sconto sulla TARI del 2026.

Per questo è meglio non attendere gli ultimi giorni dell'anno per presentare l'ISEE. Se la DSU viene trasmessa dopo il 20 dicembre, infatti, c'è il rischio che l'attestazione ISEE venga rilasciata soltanto a gennaio dell'anno successivo, facendo slittare di un altro anno anche il riconoscimento del bonus.

Altro aspetto da considerare: gli eventuali debiti TARI degli anni precedenti. In determinate circostanze il gestore può utilizzare il bonus per compensare, totalmente o parzialmente, gli importi ancora non pagati. Ma solo se ha inviato preventivamente "un sollecito di pagamento" nel quale devono essere chiaramente indicati "sia il debito pregresso sia la sua intenzione di utilizzare il bonus sociale a copertura delle somme non pagate".

Infine, se un nucleo familiare risulta intestatario di più utenze TARI, l'agevolazione viene riconosciuta esclusivamente per l'abitazione principale, cioè quella indicata nella DSU e associata all'indirizzo di residenza del nucleo familiare.

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