AllianzGI House View Q2 2026: incertezza alta, diversificazione e qualità al centro

31/03/2026 14:00

AllianzGI House View Q2 2026: incertezza alta, diversificazione e qualità al centro

Allianz Global Investors prevede che il contesto di mercato resterà complesso nel secondo trimestre del 2026, ma mantiene una visione costruttiva sulle prospettive dell'economia globale. Da un lato, le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno aumentato l'incertezza e spinto al rialzo i prezzi dell'energia, con possibili effetti di tipo stagflazionistico su crescita e inflazione. Dall'altro, gli investimenti strutturali continuano a sostenere il momentum dell'economia globale, in particolare nel campo dell'intelligenza artificiale (AI).

Come evidenziato nell'ultima House View per il secondo trimestre 2026, AllianzGI prevede che l'economia globale continuerà a piegarsi ma senza spezzarsi, nonostante la recente incertezza. Al momento, prezzi del petrolio nell'intervallo 90-110 USD appaiono gestibili. Tuttavia, se tali livelli dovessero persistere a lungo, potrebbero pesare sia sulla crescita sia sulla stabilità dei prezzi. In questo contesto, AllianzGI punta sulla diversificazione nei portafogli di lungo periodo, con un focus su fonti di rendimento (carry) di qualità e su temi azionari legati all'autonomia strategica e all'AI. Per quanto riguarda il dollaro statunitense, AllianzGI mantiene un approccio di fondo prudente, nonostante i guadagni di breve periodo legati al suo ruolo di bene rifugio.

Outlook per area geografica: le dinamiche stagflazionistiche influenzano le scelte delle banche centrali.

Christian Schulz, Chief Economist di AllianzGI, commenta l'evoluzione macroeconomica: "Dopo un inizio d'anno sorprendentemente robusto, ci aspettiamo che la crescita negli Stati Uniti perda slancio entro metà 2026. Costi energetici più elevati dovrebbero mantenere l'inflazione intorno al 3%, quindi ancora una volta al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed. Questo potrebbe portare la banca centrale a tagliare i tassi più tardi del previsto, verso livelli intorno al 3,5% entro fine 2026".

Per l'Europa, Schulz prevede una crescita moderata tra l'1% e l'1,5% nel 2026, con un momentum positivo per la Germania. Allo stesso tempo, l'aumento dei prezzi dell'energia dovrebbe riportare l'inflazione nell'area euro al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea (BCE). "Alla luce di questo contesto, riteniamo probabile che non vi saranno tagli dei tassi da parte della BCE quest'anno, mentre la soglia per eventuali rialzi resta bassa", afferma Schulz.

In Asia, le prospettive economiche restano eterogenee. Schulz: "Mentre in Cina lo stimolo fiscale sta venendo meno, il Giappone beneficia invece di una maggiore spesa pubblica. Questo dovrebbe portare la Bank of Japan ad aumentare i tassi di ulteriori 50 pb nel corso dell'anno".

Azioni: autonomia strategica, energia e AI tra i principali driver.

Per quanto riguarda gli investimenti azionari, Michael Heldmann, CIO Equity, evidenzia alcuni trend tematici: "La spinta dell'Europa verso una maggiore autonomia strategica, in particolare nella difesa ma anche nell'energia, nella digitalizzazione e nella sanità, sta accelerando rapidamente e si sta affermando come un tema di investimento di rilevanza globale. Allo stesso tempo, la recente escalation in Medio Oriente mette in evidenza quanto le catene di approvvigionamento energetico restino vulnerabili. I settori collegati potrebbero beneficiarne".

Heldmann continua a individuare solidi driver strutturali anche nel settore tecnologico: "L'AI è e resta un tema chiave nei mercati azionari globali. La Cina sta accelerando l'adozione dell'AI e la domanda globale di semiconduttori e di infrastrutture energetiche, come reti e data center, è in forte crescita". In termini di valutazioni, Giappone e Regno Unito restano, secondo AllianzGI, i mercati più interessanti.

Obbligazioni: qualità, selettività e gestione attiva della duration.

Jenny Zeng, CIO Fixed Income, segnala una crescente dispersione nei mercati obbligazionari: "In un contesto sempre più volatile, i mercati premiano la selettività. L'inflazione legata ai prezzi del petrolio e l'aumento dell'avversione al rischio generano segnali contrastanti per le obbligazioni. In questo scenario, gli investitori dovrebbero puntare su fonti di rendimento (carry) di qualità, solidità dei bilanci e una gestione attiva della duration. In questo contesto, riteniamo relativamente interessanti i titoli governativi di Giappone e Regno Unito, seguiti dai Treasury statunitensi".

Per quanto riguarda le obbligazioni societarie, Zeng sottolinea come il segmento abbia mostrato una notevole stabilità nonostante l'aumento della volatilità azionaria: "Nel comparto del credito, le obbligazioni investment grade dell'area euro continuano a risultare le più interessanti, anche se quelle statunitensi hanno ridotto il gap rispetto ai tre mesi precedenti. Le obbligazioni dei mercati emergenti possono offrire rendimenti più resilienti e contribuire alla diversificazione. In particolare, le obbligazioni asiatiche si distinguono per una volatilità più contenuta".

Multi-asset: convinzioni di lungo periodo sull'azionario e materie prime selezionate.

Gregor MA Hirt, CIO Multi Asset, delinea l'orientamento per l'asset allocation: "Pur restando costruttivi sulle azioni nel lungo periodo, nel breve manteniamo un approccio più cauto, poiché il premio al rischio legato al conflitto in Medio Oriente attenua le nostre convinzioni. In termini di valutazioni, Europa, Giappone e mercati emergenti restano più interessanti rispetto agli Stati Uniti. Continuiamo inoltre a vedere valore nelle materie prime: l'oro resta una convinzione di lungo periodo, mentre manteniamo una sovraponderazione sul rame, dove l'offerta fatica a tenere il passo della domanda. Infine, sul mercato valutario, alla luce del contesto geopolitico, raccomandiamo un approccio tattico e flessibile all'esposizione al dollaro statunitense. Riteniamo inoltre opportuno mantenere una certa liquidità per cogliere le opportunità che la volatilità potrebbe creare nei prossimi mesi".

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