Herbert Smith Freehills Kramer ha comunicato i risultati, non sottoposti a revisione, del primo esercizio finanziario successivo all'integrazione, relativo al periodo 1° maggio 2025 - 30 aprile 2026 e comprensivo di 12 mesi di attività della ex Herbert Smith Freehills e di 11 mesi della ex Kramer Levin a partire dal perfezionamento dell'operazione. L'esercizio si è chiuso con ricavi pari a 2,407 miliardi di dollari (1,793 miliardi di sterline) e un utile complessivo di 850,8 milioni di dollari (633,9 milioni di sterline).
L'operazione che ha portato a Herbert Smith Freehills Kramer si è perfezionata nel giugno 2025, rafforzando la presenza dello studio anche negli Stati Uniti.
Nel primo anno di attività combinata, il profitto medio per equity partner (PEP) si è attestato a 2,05 milioni di dollari (1.527.000 sterline). Lo studio ha inoltre generato ricavi più che doppi rispetto alle proiezioni comunicate al momento dell'annuncio dell'aggregazione fra Herbert Smith Freehills e Kramer Levin.
Justin D'Agostino, Global CEO di Herbert Smith Freehills Kramer: «Sono estremamente orgoglioso dei risultati raggiunti nel nostro primo anno come Herbert Smith Freehills Kramer: siamo oggi uno studio legale globale da 2,4 miliardi di dollari di ricavi, e il ritmo e la direzione della nostra crescita ci distinguono nel mercato. Le nostre capacità transatlantiche e transpacifiche ci hanno proiettato in una nuova fascia competitiva: i clienti si rivolgono a noi per le operazioni più strategiche e per i contenziosi più complessi nei principali mercati mondiali, spesso con team che coinvolgono più sedi e practice. L'aggregazione tra Herbert Smith Freehills e Kramer Levin si è rivelata ancora più solida e positiva di quanto avessimo previsto. Abbiamo superato gli obiettivi finanziari dell'esercizio, con una crescita dei ricavi in tutte le aree geografiche in cui operiamo, nonostante un contesto di mercato caratterizzato da forte volatilità economica».
D'Agostino ha sottolineato in particolare la crescita a doppia cifra registrata in Asia e nell'area EMEA, la solidità del mercato britannico - sostenuto dalla fiducia di clienti storici su operazioni e contenziosi di rilievo - e la conferma del ruolo di leadership in Australia. Ha inoltre evidenziato lo sviluppo della piattaforma statunitense, sostenuta da investimenti continui e da piani di ulteriore espansione.
Sul fronte dell'innovazione, Herbert Smith Freehills Kramer ha annunciato recentemente la nomina del suo primo Chief AI Officer, Ilona Logvinova, e accelerato l'adozione dell'intelligenza artificiale all'interno dello studio, introducendo la piattaforma Legora a integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale già in uso.
Nel corso dell'esercizio lo studio ha inoltre rafforzato la partnership globale con 51 nuovi partner a livello globale - 15 dei quali negli Stati Uniti - e 21 lateral hire in tutte le aree geografiche.
Oltre al primo anniversario di Herbert Smith Freehills Kramer, lo studio ha celebrato anche il primo anno di attività in Lussemburgo, hub sempre più strategico per il private capital, i 10 anni di presenza a Johannesburg e Düsseldorf, i 25 anni a Tokyo e a Jakarta (tramite l'associazione con Hiswara Bunjamin & Tandjung) e i 30 anni a Singapore, inclusi 10 anni di collaborazione con Prolegis.
Guardando al prossimo esercizio, tra le priorità dello studio figurano la crescita globale nei settori energy, private capital, difesa in ambito class action e restructuring/special situations, con particolare attenzione a fondi globali, capitale previdenziale e investitori infrastrutturali. Negli Stati Uniti, lo studio prosegue lo sviluppo in Texas a supporto dell'offerta globale in ambito energy e infrastructure, l'espansione dei team di litigation e appellate a Washington DC - dove ha già una solida piattaforma antitrust - e la costruzione di una piattaforma tecnologica più ampia, con capacità transazionali in Silicon Valley.
La crescita della practice italiana
Anche la sede italiana di Herbert Smith Freehills Kramer, guidata sin dalla sua apertura nel gennaio 2018 da Laura Orlando, ha beneficiato e contribuito alla spinta e ai risultati, con un anno di investimenti su più fronti: promozioni interne, nuove practice e lateral hire.
Sul fronte delle promozioni, nel maggio 2026 l'ufficio di Milano ha visto l'ingresso nella partnership di Sara Balice, professionista della practice di proprietà intellettuale, nell'ambito del primo round globale di nomine successivo all'integrazione (25 nuovi partner nel mondo, ai quali si aggiungono i 5 nuovi partner promossi dalla ex Kramer Levin nel gennaio 2026). Nello stesso ciclo di promozioni sono stati nominati Of Counsel Spartak Kodra (contenzioso commerciale e product liability), Martina Maffei (proprietà intellettuale e regolatorio life sciences) e Chiara Miccolis (diritto amministrativo, con focus su energia e infrastrutture): tre nomine che lo studio ha presentato come un riconoscimento del percorso di crescita interna dei professionisti che hanno contribuito allo sviluppo della sede italiana.
Parallelamente, lo studio ha ampliato la propria offerta con due operazioni di crescita esterna. Nel novembre 2025 è entrata Emanuela Da Rin alla guida della practice di Banking & Finance, con un team composto dall'Of Counsel Federico Cocito, dai senior associate Nicoletta Di Bari e Alessandro Buiani e dalla junior associate Martina Scicolone; nei mesi successivi il dipartimento si è ulteriormente ampliato con l'ingresso di Leonardo Bafunno e Paolo Bossini, dedicati in particolare alla finanza strutturata. Nello stesso periodo, lo studio ha inoltre affidato a Lorenzo Fusco, entrato come Of Counsel, la costituzione e la guida della nuova practice di Employment in Italia.
Con questi ingressi e le relative promozioni, la sede di Milano conta oggi 10 partner e 8 Of Counsel, confermando un percorso verso un modello sempre più integrato e full-service.
Laura Orlando Italy Managing Partner: «L'integrazione ha ampliato significativamente le opportunità per i nostri clienti, consentendoci di offrire un accesso ancora più diretto a competenze e mercati strategici a livello globale. In Italia abbiamo accompagnato questa evoluzione investendo nella crescita della squadra, nell'ampliamento delle aree di attività e nel rafforzamento della nostra capacità di assistere imprese e investitori nelle operazioni più complesse e internazionali».