Il Sole 24 Ore attacca Catella: "Il caso del Pirellino, da gioiello a rudere in sette mesi"

27/08/2025 10:00

Il Sole 24 Ore attacca Catella: Il caso del Pirellino, da gioiello a rudere in sette mesi

Dopo la revoca degli arresti domiciliari sembrava rallentare l’attenzione dei media nei confronti di Manfredi Catella. A sorpresa, Il Sole 24 Ore pubblica oggi un articolo dal titolo “Il caso del Pirellino, da gioiello a rudere in sette mesi”. A sorpresa sia perché si tratta di argomenti noti da tempo sia per la superficialità delle accuse lanciate. E al giornale di Confindustria non dovrebbe accadere. 


Dal Sole 24 Ore del 27 agosto 2025


Un edificio di «elevato valore economico» grazie «ai volumi disponibili e alle possibilità di trasformazione concesse dal Piano di Governo del Territorio», «uno degli immobili maggiormente appetibili» di Milano per collocazione e collegamenti, anche già parzialmente bonificato dall’amianto con fondi pubblici (7,8 milioni di euro).

Quando il 28 dicembre 2018 la giunta Sala con la delibera 2385 vota all’unanimità la «alienazione immediata» del Pirellino - base d’asta 87,5 milioni, più eventuali 18,6 milioni per il diritto di superficie novantennale del parcheggio di piazza Einaudi, 272 posti auto - nessuno ha dubbi o remore di sorta sulla “qualità” del complesso che si metterà subito a gara. Non li ha il Comune, che comunque è parte interessata dell’operazione, ma non li ha avuti nemmeno l’agenzia delle Entrate quando due mesi e mezzo prima (1° ottobre 2018) aveva consegnato la «Relazione di stima dell’immobile sito nel comune di Milano in via Giovanni Battista Pirelli, civico 39» - per intenderci, la stessa procedura di valutazione recentemente ripescata per la determinazione del prezzo dello stadio di San Siro.

Dubbi sull’affare del Pirellino, in quei mesi che portavano al nuovo decennio, non li aveva avuti nemmeno il mercato, considerato che la gara per l’aggiudicazione registrerà ben 85 rilanci (record storico) che porteranno al raddoppio del realizzo di Palazzo Marino (193 milioni di euro).

Eppure pochi mesi dopo il trasferimento di proprietà - l’atto notarile è del 25 novembre 2019 - il gioiello di famiglia della città, diventata nel frattempo cantiere, subisce un downgrade davvero impressionante.

L’istanza di Coima
Il 15 luglio del 2020 Coima Sgr Spa presenta un’istanza al Comune che descrive uno stato dei luoghi appena acquistati che definire antitetico alle premesse è puro eufemismo. L’edificio a ponte su via Melchiorre Gioia, scrive la nuova proprietà, potrebbe essere causa di «pericolosi distacchi sul traffico automobilistico» - sopra una delle arterie da sempre più intasate di Milano - e l’intero complesso denota un degrado ambientale urbanistico e edilizio con «occupazioni abusive dei piani interrati» (mai rilevate dal Comune né dall’agenzia delle Entrate), per non parlare dei rischi per la salute pubblica causati da «cumuli di sporcizia» che affossano definitivamente «il decoro e l’immagine in un contesto di nuovi insediamenti di qualità».

Questi rilievi “tombali” della proprietà vengono rapidamente ratificati da Palazzo Marino - quindi senza alcun contraddittorio rispetto ai documenti contrattuali di pochi mesi prima -, Comune che non ha pertanto alcuna obiezione a ridefinire l’ex gioiello immobiliare come «patrimonio edilizio dismesso con criticità».

L’aumento delle cubature
Tra le pieghe dei rapporti tra venditore pubblico e compratore privato, qualcosa era nel frattempo successo. A fine novembre del 2019, più o meno nei giorni del rogito notarile del Pirellino, la Regione Lombardia aveva emendato la Legge 12 del 2005 «per il governo del territorio», introducendo l’articolo 40-bis con le «Disposizioni relative al patrimonio edilizio dismesso con criticità». I requisiti per declassificare asset in vendita o venduti sono «salute, sicurezza idraulica, problemi strutturali che ne pregiudicano la sicurezza, inquinamento, degrado ambientale, urbanistico-edilizio e sociale». Sono le esatte criticità evidenziate nell’istanza di Coima.

Come porre rimedio ai “bidoni” venduti o messi all’asta lo spiega poi la stessa Legge regionale 12: con la concessione di un aumento dei «diritti edificatori» dal 10% al 25%. Il 20 dicembre del 2021 il Consiglio comunale, rimangiando le perizie delle Entrate e il bando di gara, concede a Coima il 10% in più di diritti edificatori sul “rudere” di via Pirelli.

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Delisting: il 7 agosto anche Il Sole 24 Ore lascia Piazza Affari; B

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