Sabato scorso è stato celebrato il 75mo anniversario della firma del Trattato di Parigi che ha dato vita alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), primo passo verso la creazione dell'Unione Europea.
Con la partecipazione di Belgio, Repubblica Federale della Germania, Francia Italia, Lussemburgo e Olanda, esso ha tracciato la strada per approfondire l'integrazione economica europea e la fondazione della Comunità Economica Europea (CEE) con il Trattato di Roma del 1957 e l'Unione Europea con il Trattato di Maastricht del 1992.
L'idea della creazione della CECA è del ministro francese per gli affari esteri Robert Schuman con famosa dichiarazione del 9 maggio 1950. A seguito dei devastanti effetti della seconda guerra mondiale egli affermò: "la solidarietà nella produzione così definita renderà chiaro che ogni guerra tra Francia e Germania diventa non semplicemente impensabile ma materialmente impossibile".
Un anno dopo, il 18 aprile 1951, la CECA venne fondata. Lo scopo primario era quello di organizzare il libero commercio di carbone e acciaio, liberare l'accesso alle fonti di produzione e assicurare la trasparenza dei prezzi.
A quel tempo, la scelta di carbone e acciaio era altamente simbolica: all'inizio degli anni '50 erano settori di vitale importanza. Oltre ai benefici economici, l'unione delle risorse di Francia e Germania intendeva marcare la fine della rivalità tra i due Paesi. Il mercato comune di carbone e acciaio avrebbe dovuto essere un esperimento che poteva essere gradualmente esteso ad altre sfere economiche, per poi culminare in un'Europa politica.
Questo trattato ha anche posto le fondazioni di molte istituzioni dell'odierna UE mediante l'istituzione di un soggetto esecutivo come l'Alta Autorità, il predecessore della Commissione Europea, del Parlamento, del Consiglio dei Ministri, della Corte di Giustizia, del Comitato Consultivo.