Recenti sviluppi politici in Venezuela, come la cattura del presidente Nicolás Maduro, hanno fatto emergere nuove prospettive per il settore petrolifero. Secondo alcune fonti, le aziende statunitensi potrebbero essere coinvolte nel ripristino della produzione di greggio venezuelano, rendendo il Paese un potenziale campo di gioco per investimenti e ristrutturazioni.
Le grandi risorse petrolifere del Venezuela
Il Venezuela possiede riserve di petrolio enormi, con quantità stimate superiori a quelle dell’Arabia Saudita. Dopo anni di sanzioni e nazionalizzazioni, il settore petrolifero del Paese è rimasto in uno stato di degrado e disordine. Tuttavia, la ricchezza nascosta nelle profondità del sottosuolo potrebbe diventare un’opportunità irresistibile per le compagnie energetiche, nonostante le difficoltà tecniche e gli investimenti multimiliardari necessari per rilanciare la produzione.
Il Ruolo di Chevron
Tra le multinazionali del settore, Chevron è attualmente l’unica azienda statunitense operante in Venezuela. Dal ritiro di ExxonMobil e ConocoPhillips nel 2007, in seguito alla nazionalizzazione dei loro asset, Chevron ha consolidato la sua presenza grazie a partecipazioni in quattro joint venture e in un giacimento di gas offshore. Attualmente l’azienda esporta circa 150.000 barili al giorno, sebbene non pubblichi dati aggiornati su riserve e produzione. La sua posizione consolidata la pone in una situazione privilegiata: eventuali sviluppi normativi positivi e l’apertura del mercato potrebbero permetterle non solo di incrementare la produzione a breve termine, ma anche di sfruttare pienamente il potenziale del petrolio venezuelano.
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Le richieste di risarcimento di ExxonMobil e ConocoPhillips
Oltre alle opportunità, il settore è segnato da contenziosi legali. In seguito al loro ritiro dal Paese, ExxonMobil e ConocoPhillips hanno avviato richieste di risarcimento per miliardi di dollari tramite arbitrati, con scarso successo fino ad ora. Un possibile riapertura del mercato potrebbe cambiare le carte in tavola per queste compagnie, offrendo l’opportunità di recuperare i danni e di rientrare nel mercato attraverso la ripresa dei beni nazionalizzati.
Sfide e prospettive future
Nonostante le potenzialità, rilanciare l’industria petrolifera venezuelana comporta numerosi ostacoli:
• Investimenti massicci: La necessità di decine di miliardi di dollari per ristrutturare infrastrutture obsolete e incrementare la produzione.
• Tipologia del greggio: La prevalenza di petrolio extra-pesante, più costoso da estrarre, rende il rilancio un’impresa tutt’altro che semplice.
• Incertezza normativa: Le aziende tendono a mantenere un atteggiamento cauto finché non vi sarà maggiore stabilità contrattuale e normativa.
• Tempi di sviluppo: Aumenti significativi della produzione potrebbero verificarsi solo nel medio-lungo termine, nonostante eventuali benefici immediati derivanti dalle attuali licenze statunitensi.
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(Redazione)