Con una politica monetaria restrittiva tanto negli Stati Uniti quanto su scala globale, una stagione delle trimestrali non all’altezza delle aspettative prova le convinzioni non granitiche degli investitori.
Il calo di venerdì negli Stati Uniti definisce un saldo negativo per l’appena trascorso mese di ottobre. Lo S&P500 dista ora il 3% dal massimo storico; il 5.3% il Nasdaq dopo il -2 percento della passata ottava. A Piazza Affari il FTSE MIB tenta una reazione dopo la cruciale sollecitazione dei supporti di lungo periodo, già interessati alla fine di marzo: ma dal picco di agosto il ritardo permane a doppia cifra percentuale.
Con il -0.93% messo a segno ad ottobre, il benchmark americano ha fatto registrare una rara sequenza "DDUDD" nei mesi compresi per l’appunto fra giugno ed ottobre: con un saldo positivo ad agosto, racchiuso fra quattro mesi dall’esito spiacevole. Colpisce come l’ultimo precedente analogo, nonché unico negli ultimi 55 anni, risalga al funesto 2008.
Con una politica monetaria restrittiva tanto negli Stati Uniti quanto su scala globale, una stagione delle trimestrali non all’altezza delle aspettative prova le convinzioni non granitiche degli investitori. Considerando le prime 25 compagnie che hanno già riportato i dati del terzo trimestre, soltanto 7 hanno messo a segno un saldo positivo nella seduta del rilascio degli EPS. Al momento, il 74% delle società ha battuto le stime di profitto, ma la fisiologica incapacità di innalzare ulteriormente il tasso di espansione degli utili rispetto al dato del Q2, induce molti operatori a passare alla cassa. E oggi tocca ad Apple, unica fra le Magnifiche Sette a brillare nettamente dall’inizio dell’anno (https://tinyurl.com/AGEit337).
Situazione paradossale. Lo S&P500 ha chiuso il mese di ottobre esattamente sui livelli di cinque mesi prima, ma il Nasdaq ha ribaltato l’uptrend di medio periodo già da due settimane, dopo aver formalizzato una “trappola per Tori”. E degli undici settori del listino, ben nove hanno comunque chiuso il mese di ottobre con una performance positiva.
Deludono i tecnologici. Abbastanza da persuadere il modello di asset allocation a conservare il sottopeso in Equity. Sarebbe comunque sorprendente se il mese di novembre non fornisse un contributo positivo alla performance. Il semestre che inizia oggi è stato sempre positivo negli ultimi 19 cicli elettorali, nel periodo a cavallo fra la fine dell’anno di elezioni di midterm, e il terzo anno del ciclo presidenziale; con una performance media che sfiora il +15%. Naturalmente nulla è scolpito nella pietra, e niente impedisce di risalire partendo da livelli più contenuti.
Ma la volatilità appare destinata a ripiegare, e su FTSE MIB ed Eurostoxx 50 venerdì sera si registrava un incoraggiante Buy Sequential setup su base settimanale.
Gaetano Evangelista - www.ageitalia.net