Interessanti prodotti tenuti in vita da Stellantis.

Stefano Fanton Stefano Fanton - 05/05/2026 08:44

Che i mercati siano sempre in evoluzione è cosa nota da chi li frequenta con una certa anzianità di servizio. Correlazioni, regole empiriche, titoli anticipatori e ritardatari, dati sensibili e via discorrendo cambiano ruolo e interesse continuamente. C’è però una costante che attraversa ogni mercato: il prezzo e la volatilità.

Prezzo e volatilità si combinano in diverse forme indicando ora forza, ora debolezza. Questo scoglio, nel quale ogni investitore in balia delle agitate acque dei mercati può trovare rifugio, ha però nel fattore capace di creare movimento nei prezzi la propria ulteriore incognita.

E oggi questa incognita non solo non è chiara ma è anche improvvisa. Ricorderete gli effetti dirompenti sui mercati da parte dei post di Trump, talmente forti da consigliare di tenere sempre d’occhio i social del Presidente. Questo effetto però sta riducendo la sua portata lasciandoci in osservazione un mercato forte, insensibile a guerre, prezzi del petrolio, blocchi navali e minacce varie.

Non è un momento facile per ogni investitore. Anche nel mondo dei certificati d’investimento la selezione non è agevole, cali anche del 20% su titoli in un solo giorno ormai non sono così eccezionali come pure i recuperi violenti ed ecco quindi che ogni investitore è chiamato a trovare il proprio personale equilibrio tra un portafoglio che privilegi il rischio atteso o il rendimento sperato.

Questa è un’ottima fase per i Cash Collect con barriera profonda e con al loro interno titoli capaci di mantenere in vita il prodotto quando a richiamo anticipato. E qui vale la pena aprire una piccola parentesi.

Nei Cash Collect a rimborso anticipato la situazione migliore si ha quando, ad esempio, su 4 titoli 3 sono molto distanti dal prezzo di strike (e quindi in ipotetico rimborso anticipato se tutti i titoli che compongono il paniere lo fossero) e 1 debole, magari in calo del 18% dal prezzo di strike ma con ancora 50/60 punti percentuali di distanza dalla barriera. E magari con scadenza lunga, fondamentali più o meno solidi e considerato sottovalutato dal mercato o valutato correttamente.

Il corto circuito nasce dal fatto che un investitore spera che questo titolo non salga, anzi più debole è e più la struttura Cash Collect continuerà a pagare corpose cedole andando a rimborso a 100 a scadenza.

Uno dei titoli che meglio si candida a questo ruolo è Stellantis. Vediamo qualche esempio:

1) DE000UG7YL91 Un Cash collect tenuto in piedi da Stellantis che ne blocca il rimborso anticipato con Eni, Enel, STM e Stellantis. Scadenza 22/7/2027 e cedola 0,9. Prezzo lettera a 96.

Si tratta di un prodotto emesso nel 2025 dove i 3 sottostanti Enel, STM e Eni sono distanti dal 20 al 70% dal prezzo di fixing iniziale con la sola Stellantis negativa del 27% dall’emissione ma con ancora 45 punti percentuali di barriera attiva, posta a 3,3576. Stellantis quota poco più di 6 euro e viene da ribassi considerevoli a 2 cifre, ora che il trigger è posto all’88% del valore iniziale siamo a 7,39 di valore anticipato, poco più del 20% dai prezzi attuali. E con rimborso a 100.

Ecco quindi un classico caso dove se Stellantis scende o non sale l’investitore può chiamarsi più soddisfatto poiché il rischio richiamo anticipato viene meno. 

Vediamo un altro esempio.

2) DE000UG7YL75 Un cash collect con MPS, STM, Ferrari e Stellantis con Ferrari che ne blocca il rimborso anticipato. Scadenza il 22/7/27 e cedola a 1.1. Prezzo lettera 95.8.

Qui la cedola è maggiore, siamo al 13,2% oltre ai 4,2 punti percentuali del rimborso potenziale a 100. Circa il 20% di rendimento atteso a barriera intatta che, tuttavia, presenta una complicanza.

Qui il ruolo di chi mantiene in vita il prodotto dal rimborso anticipato è di Ferrari con un calo del 30% dal fixing iniziale e distanza dalla barriera del 43% mentre Stellantis fa da riserva con un calo del 27% e una barriera al 45%. MPS e STM sono ampiamente sopra il valore iniziale con un +26% e + 73%.

In altri termini potenzialmente si guadagna di più ma con 2 sottostanti da monitorare.

Anche in questo caso un investitore preferisce debolezza di questi 2 titoli purchè ancora ben distanti dalla barriera posta a 166,08 per Ferrari e 3,3576 per Stellantis.

E se l’investitore preferisse un prodotto senza richiamo anticipato?

3) DE000UN1BN80 farebbe al caso nostro, un prodotto a basso rischio atteso, un cash collect da 0,64 di cedola ma senza rimborso anticipato e con barriera al 22% e scadenza 2027: Prezzo lettera a 86. Sottostante unico Stellantis. Qui la barriera è a 4,7531 e in termini di rendimento atteso da cedola non c’è paragone con i 2 prodotti visti precedentemente, ma qui il vero premio è la differenza tra il prezzo di vendita (86) e il rimborso atteso (100) in caso di barriera intatta. 14 punti che si trasformano in un 16% oltre alle 18 cedole a scadenza (25/11/27) per un rendimento di 0,64x18= 11,52%. A questo si somma il 16% del delta con quota 100 arrivando a circa il 27%.

Nei primi 2 casi si privilegia il rendimento da cedola, nel secondo il delta con il rimborso a 100.

 

Certo è che il terzo prodotto assomiglia molto a un bonus cap per certi versi, sottostante unico, barriera al 22% e rendimento a 2 cifre. Se volessimo confronto completo varrebbe la pena introdurre i Top Bonus nella nostra piccola disamina. Vediamone 3.

 

  1. DE000UG3Z1J6 Un Top Bonus dal rendimento potenziale del 33% (55% annuo) e che scade a dicembre 26. Barriera a 5,502 (10%). Dinamite pura, ma molto interessante se le nubi sul titolo dovessero diradarsi laniando la quotazione del titolo a rialzo. Si compera a 75.
  2. DE000UG6ZLS0 Un Top Bonus con scadenza più lunga da 24 punti annui e 42 complessivi, scadenza 23 dicembre 2027. La barriera dista il 23% a 5,379. Si compera a 70,37, medesime considerazioni del prodotto precedente ma con maggior tempo.
  3. DE000UG6ZLR2 Un Top Bonus Recovery dal 19,7% annuo potenziale (34% complessivo) ma con barriera profonda a 4,4825 (27%) e scadenza 23 dicembre 2027.

 

Con questa panoramica è evidente come prezzo, volatilità attesa, profondità della barriera e presenza di cedole facciano la differenza tra i diversi prodotti lasciando ad ogni investitore l’onere di bilanciare il proprio personale rischio atteso desiderato. Ma questa è un’altra storia…

 

Questi sono tutti prodotti che meritano una descrizione speciale sul prossimo webinar di approfondimento che troverete anche registrato sul sito Unicredit https://www.investimenti.unicredit.it/it/onemarkets/webinar-categorie.html

A seguire il calendario del 2026 e il link per seguire i webinar di approfondimento:

Gli appuntamenti sono tutti di giovedì dalle ore 17 fino alle 18.

19 maggio

16 luglio

17 settembre

19 novembre

https://register.gotowebinar.com/register/1390054682568318476

 

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