Amplifon
Lo ammetto! ha un grafico accattivante... ma a Gennaio i fondi speculativi short sono stati molto attivi con le posizioni che vedete appuntate.
E' vero che molte posizioni sono state chiuse nello stesso mese...
Il fondo più attivo è Marshall Wace LLP.
Quindi siamo ai minimi o potremmo vedere ancora un deterioramento dei prezzi?
E cosa accadrà quando i fondi termineranno di shortare?
Cosa implica?
Se vedi Marshall Wace short su Amplifon, tipicamente non è una tesi “discrezionale pura” da single-name, ma una posizione che nasce da un mix di segnali (idee broker, modelli quantitativi, fattori settoriali) dentro un basket di altri short su consumer/healthcare europei.
Quindi non soffermiamoci solo nel vedere lo short aperto o chiuso... ma dobbiamo osservare la loro aggressività. Quando Marshall non sarà più attivo negli short allora forse il titolo potrà riprendere un corso rialzista.
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Il fatto che la size sia nell’ordine di mezzo punto percentuale è coerente con la logica TOPS: tante posizioni relativamente piccole su cui il sistema ruota rapidamente il capitale, più che poche scommesse “all in”.
Gestione del rischio e costruzione portafoglio
Gli short sono inseriti in un framework di portfolio-level thinking: limite di concentrazione per singolo emittente, settore e Paese, controlli di correlazione e stress test di scenario.
Vengono utilizzati stop-loss, livelli di review e regole di riduzione automatica quando la performance devia da quella attesa o il segnale di alpha si indebolisce.
L’aggregazione di migliaia di idee (molte anche short) rende il portafoglio un “crowdsourced view” del mercato, con continua riallocazione capitale verso strategie short che stanno funzionando meglio in quel momento (feedback loop sistematico).
Caratteristiche tipiche dei loro short
Focus su titoli con combinazione di: fondamentali deterioranti, valutazioni tirate, momentum negativo, catalizzatori di downside (profit warning, pressione regolatoria, leva elevata, disruption settoriale).
Forte diversificazione: decine/centinaia di small/ mid/large cap su cui mantengono short fra 0,5% e 3–4% del capitale, a seconda dei Paesi, con rotazione continua.
Uso di modelli quantitativi per evitare bias comportamentali (es. evitare di “innamorarsi” di una tesi short, tagliare o ridurre quando il segnale si indebolisce o il rischio sale).