Un generazione di investitori baciata dalla buona sorte

Gaetano Evangelista Gaetano Evangelista - 07/10/2026 16:04

Alla vigilia del quarto compleanno, il bull market diventa ufficialmente il nono più lungo della storia, con una performance del 119%, senza considerare i dividendi. E nonostante i tassi di interesse ancora in tensione sulle scadenze lunghe.

Lo sfondamento delle deboli linee avversarie era nell’aria. Dopo poche settimane, è ufficialmente archiviato il consolidamento a Wall Street, con lo S&P500 che eclissa il picco del 13 agosto e raggiunge un nuovo massimo storico: è il 28esimo, quest’anno. Si può ancora migliorare, considerato che i record sono stati 39 lo scorso anno, e 57 nel 2024.
Per tutto l'anno ci è stato detto quanto fosse negativo il rialzo del petrolio, i tassi più alti, la guerra, la “bolla” dell'IA, la debolezza dell'ampiezza e la stagionalità in un anno di midterm. Il record di ieri sopraggiunge con il Brent tuttora sopra i 100 dollari, con il rendimento del Decennale americano che non si schioda dal 5.30%, con elezioni alle porte; ma perlomeno con una ampiezza di mercato in netto miglioramento.

Per la prima volta dal 14 settembre negli Stati Uniti i nuovi massimi annuali superano i nuovi minimi. Ben 7 settori su 11 hanno guadagnato ieri più dello 0.5%. Nel paniere del Russell 3000 le azioni sopra la media mobile a 20 giorni sono passate da meno del 20% a più del 40%, quelle sopra la media a 200 giorni sfiorano il 47%. Il prosciugamento dell’ampiezza delle settimane passate assume natura fisiologica, e ora gli occhi degli analisti tecnici sono puntati sullo Zweig Breadth Thrust: perché un flip a questo punto genererebbe un segnale di ripartenza dall’eccellente track record.
Ciò non toglie che lo S&P500, con la seduta di ieri, abbia portato a +118.9% la performance dal minimo del 12 ottobre 2022. Con una estensione di ben 1455 giorni di calendario, questo risulta il nono bull market ciclico più lungo della storia, nell’ambito di un bull market strutturale in essere dal 2009.
Questa generazione di investitori è stata baciata dalla buona sorte.

Il Toro per sua fortuna continua ad arrampicarsi su un muro di paura. A settembre lo STAX risale di misura, mantenendosi però sideralmente distante dai massimi del 2021. Questo indicatore di sentiment non si basa su ciò che gli investitori dicono, bensì sul loro comportamento reale: mediante le transazioni che effettivamente hanno luogo sui conti operativi presso il broker. Il Trading Activity Index suggerisce un coinvolgimento attivo – e ci mancherebbe, dopo un raddoppio delle quotazioni in quattro anni... – ma non siamo ai livelli di entusiasmo che cinque anni fa precedettero il picco da cui iniziò l’ultimo bear market.
Questo fa pensare che il definitivo (?) superamento ieri della proiezione minimale per la borsa americana per fine anno, contenuta nell’Outlook di luglio (pagina 148), possa conoscere nei prossimi tre mesi un piacevole seguito.

Gaetano Evangelista
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