Rendimento potenziale del 14% annuo su 4 big italiane: focus sul nuovo certificato “Callable” Vontobel

Tommaso Loreggia Tommaso Loreggia - 13/10/2026 16:30

Comunicazione pubblicitaria in collaborazione con Vontobel

Negli ultimi mesi Piazza Affari ha continuato a offrire spunti interessanti su diversi fronti, dalle utility alle banche, fino alla difesa. Mettere insieme Enel, Generali, Intesa Sanpaolo e Leonardo significa quindi costruire un’esposizione trasversale a quattro comparti differenti, mantenendo però il focus su alcune delle principali blue chip italiane.

Su questa logica si inserisce il Multi Cash Collect Certificate con Barriera di Vontobel, ISIN DE000BD8US86, costruito su Enel, Generali, Intesa Sanpaolo e Leonardo. Il prodotto prevede premi potenziali mensili dell’1,17%, equivalenti a un rendimento potenziale del 14% annuo sul valore nominale di 100 euro. A rendere la struttura ancora più interessante sono due elementi nello specifico: prezzo sotto la pari e “callability” a discrezione dell’emittente.

Il prodotto si può monitorare tramite la nuova pagina del prodotto del sito tuttocertificati, che offre degli strumenti di analisi molto interessanti al fine di comprendere la validità del prodotto.

Quattro blue chip italiane, ma quattro settori differenti

Uno dei primi elementi da osservare è la composizione del basket. A differenza di certificati concentrati su un unico comparto, il DE000BD8US86 distribuisce l’esposizione tra quattro business differenti.

Enel rappresenta la componente utility, storicamente caratterizzata da una maggiore componente difensiva; Generali porta nel paniere il settore assicurativo, mentre Intesa Sanpaolo consente di esporsi a uno dei principali gruppi bancari italiani. Completa il basket Leonardo, protagonista negli ultimi anni della forte rivalutazione del comparto europeo della difesa.

La diversificazione settoriale rappresenta un elemento interessante, ma non elimina naturalmente il rischio tipico delle strutture worst-of. È infatti sufficiente che uno solo dei quattro titoli registri una performance particolarmente negativa per condizionare cedole e rimborso finale dell’intero certificato.

Al momento dell’analisi, il titolo più vicino alla barriera è proprio Leonardo, mentre Enel, Generali e Intesa Sanpaolo presentano margini leggermente superiori.

Cedole potenziali dell’1,17% al mese con memoria

Il cuore della struttura è rappresentato dal flusso cedolare. Il certificato prevede infatti un premio potenziale mensile di 1,17 euro per ogni 100 euro di valore nominale.

Affinché il premio venga corrisposto è necessario che, alla relativa data di osservazione, tutti e quattro i sottostanti si trovino almeno al 65% del rispettivo valore iniziale. In termini pratici, le azioni non devono necessariamente salire: possono anche attraversare una fase laterale o registrare una correzione significativa rispetto ai fixing iniziali, purché nessuna scenda oltre la soglia prevista.

A questo si aggiunge l’effetto memoria. Qualora in una determinata osservazione la condizione non venga rispettata, la cedola non viene necessariamente persa in via definitiva: gli importi non corrisposti possono essere recuperati successivamente qualora tutti i sottostanti tornino sopra la soglia richiesta.

Si tratta di un meccanismo particolarmente utile in presenza di correzioni temporanee del mercato, perché consente al certificato di recuperare eventuali premi saltati nel corso della propria vita.

Barriera al 60% osservata solo alla scadenza

La soglia utilizzata per la protezione del capitale è ancora più profonda rispetto a quella cedolare. La barriera è infatti fissata al 60% dei valori iniziali dei quattro titoli ed è osservata esclusivamente alla scadenza, prevista nell’ottobre 2029.

Questo significa che eventuali discese sotto barriera durante la vita del certificato non compromettono automaticamente la protezione condizionata del capitale. Ciò che conta sarà esclusivamente la posizione del worst-of alla data di valutazione finale.

Se a scadenza tutti i titoli si troveranno almeno al 60% dei rispettivi livelli iniziali, il certificato potrà rimborsare il valore nominale previsto dalla struttura. Se invece anche uno solo dei sottostanti terminerà sotto barriera, la protezione verrà meno e il rimborso sarà collegato alla performance negativa del worst-of.

La presenza di una barriera europea al 60% offre quindi un buffer importante, ma non trasforma il prodotto in uno strumento a capitale garantito.

Callable da marzo 2027: perché aumenta il rendimento potenziale

Un’altra caratteristica da considerare è la presenza della callability.

A partire da marzo 2027, nelle date indicate dalla documentazione, Vontobel potrà decidere di rimborsare anticipatamente il certificato al valore nominale. Si tratta di una facoltà dell’emittente e non di un autocall automatico subordinato esclusivamente all’andamento dei sottostanti.

Questa caratteristica rappresenta uno degli elementi che consentono alla struttura di offrire un flusso cedolare potenziale più elevato. Il rovescio della medaglia è che, in caso di esercizio della call, il flusso dei premi si interromperebbe prima della scadenza naturale. Va però considerato anche l’altro lato della medaglia: il rimborso avverrebbe al valore nominale di 100 euro e, dato che il certificato quota attualmente sotto la pari, l’investitore potrebbe beneficiare anche del recupero della differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso. In questo scenario, quindi, il richiamo anticipato limiterebbe la durata dell’investimento, ma potrebbe comunque cristallizzare un rendimento interessante tra cedole incassate e ritorno verso la pari.

Prezzo sotto la pari: un secondo potenziale motore di rendimento

Come già riportato sopra, a rendere particolarmente interessante il momento di ingresso è il fatto che il certificato, nonostante sia stato emesso da pochi giorni, quota già sotto il valore nominale di 100 euro.

Questo introduce una seconda possibile componente di rendimento oltre alle cedole. Se il prodotto venisse acquistato sotto la pari e successivamente rimborsato a 100 euro, l’investitore potrebbe beneficiare anche del recupero della differenza tra prezzo di acquisto e valore nominale.

Naturalmente il prezzo più basso non rappresenta un rendimento gratuito: il valore del certificato continuerà a riflettere l’andamento dei sottostanti, la volatilità, i tassi e le altre variabili di mercato. Tuttavia, per chi valuta oggi il prodotto, entrare sotto 100 consente di affiancare al flusso cedolare un possibile recupero verso la pari.

È proprio la combinazione tra quattro blue chip italiane appartenenti a settori differenti, rendimento potenziale del 14% annuo, barriera europea al 60% e prezzo sotto la pari a rendere il DE000BD8US86 un certificato interessante da monitorare sul mercato secondario in questa fase.

I principali rischi per l’investitore

Il certificato è uno strumento complesso a capitale condizionatamente protetto. I principali rischi sono:

  • Rischio worst-of: rendimento e rimborso dipendono dal sottostante con la performance peggiore.
  • Rischio sul capitale: se a scadenza il worst-of è sotto la barriera, il rimborso segue la sua performance negativa, con possibili perdite anche rilevanti.
  • Rischio emittente: cedole e rimborso dipendono dalla solidità di emittente e garante.
  • Premi condizionati: le cedole vengono pagate solo se sono rispettate le condizioni previste.
  • Rischio autocall: il rimborso anticipato può interrompere prima del previsto il flusso cedolare e creare rischio di reinvestimento.

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