Gold Miners: rendimento potenziale dell’1,61% al mese con un certificato sul settore

Tommaso Loreggia Tommaso Loreggia - 29/09/2026 16:42

Comunicazione pubblicitaria in collaborazione con l’emittente

Dopo una lunga corsa, anche l’oro ha ricordato agli investitori che nessun trend procede in linea retta. Il metallo giallo è sceso sensibilmente dai massimi raggiunti nei mesi scorsi, penalizzato soprattutto dal rialzo dei rendimenti obbligazionari e dalle aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve. A fine settembre l’oro risultava in calo di circa il 19% rispetto ai massimi di febbraio e avviato verso la quarta settimana negativa delle ultime cinque. 

Un contesto che inevitabilmente si riflette anche sulle società minerarie e che apre una domanda interessante: cosa può fare chi è entrato sul comparto vicino ai massimi ma non vuole necessariamente puntare su un immediato ritorno del rally?

Una possibile risposta arriva dai certificati di investimento. Il Multi Cash Collect Certificate con Barriera di Vontobel, ISIN DE000BD7CX33, permette infatti di esporsi a un basket composto da Agnico-Eagle Mines, Barrick Mining, Freeport-McMoRan e Newmont, trasformando anche uno scenario laterale o moderatamente ribassista in una potenziale fonte di rendimento. Il certificato prevede premi mensili potenziali da 1,61 euro, equivalenti al 19,30% annuo potenziale sul valore nominale.  

Perché il prezzo sotto la pari può fare la differenza

Uno degli elementi più interessanti della struttura è il momento di ingresso. Il certificato, emesso soltanto a settembre, quota attualmente sotto la pari.

Questo significa che il potenziale rendimento non deriva esclusivamente dalle cedole. In caso di rimborso anticipato o a scadenza al valore nominale di 100 euro, l’investitore potrebbe beneficiare anche della differenza tra il prezzo pagato sul mercato secondario e il valore di rimborso.

È un aspetto particolarmente interessante dopo la correzione del comparto. La debolezza dei titoli minerari ha infatti contribuito a comprimere il valore del certificato, creando condizioni di ingresso differenti rispetto al momento dell’emissione.

La logica non è quindi necessariamente quella di prevedere un rapido ritorno dell’oro sui massimi. I titoli minerari tendono infatti a muoversi in forte correlazione con il prezzo del metallo, amplificandone spesso i movimenti grazie alla leva operativa sui margini. In questo senso, se l’oro dovesse semplicemente stabilizzarsi dopo la correzione, anche una fase laterale dei gold miners potrebbe essere sufficiente a mantenere il worst-of sopra le soglie previste e consentire al certificato di continuare potenzialmente a distribuire i premi.

Cedola mensile e barriera al 65%

La struttura prevede un premio potenziale mensile di 1,61 euro. Affinché venga corrisposto è necessario che, alla relativa data di osservazione, tutti i sottostanti si trovino almeno al 65% del rispettivo valore iniziale.

In altre parole, non serve che le azioni tornino sui massimi né che registrino necessariamente una performance positiva: possono trovarsi anche significativamente sotto i livelli di fixing iniziale e continuare comunque a soddisfare la condizione per il pagamento della cedola.

Il prodotto dispone inoltre dell’effetto memoria: eventuali premi non corrisposti perché il worst-of si trova sotto la soglia non vengono definitivamente persi, ma possono essere recuperati in una successiva osservazione qualora la condizione torni a essere rispettata.  

Ancora più importante è la barriera capitale, anch’essa fissata al 65% dei livelli iniziali ma osservata esclusivamente alla scadenza. Ciò significa che eventuali discese temporanee sotto questo livello durante la vita del prodotto non determinano automaticamente la perdita della protezione condizionata.

Al momento, il worst-of indicato da Vontobel è Agnico-Eagle Mines, con una distanza dalla barriera di circa il 29%, mentre Barrick, Freeport-McMoRan e Newmont presentano margini superiori.

Dal rally dell’oro alle cedole: cambia la strategia

Il punto interessante di questo certificato è proprio il cambio di prospettiva.

Chi ha acquistato direttamente oro o società minerarie durante il rally aveva bisogno principalmente di una cosa: che i prezzi continuassero a salire. Con una struttura Cash Collect, invece, lo scenario può essere differente. Non è necessario prevedere nuovi massimi: anche stabilità, recuperi parziali o correzioni contenute possono essere compatibili con il pagamento dei premi.

Questo aspetto assume ancora più rilevanza dopo la forte corsa registrata dal metallo prezioso negli ultimi anni. L’oro aveva guadagnato circa il 65% nel solo 2025 e proprio valutazioni elevate e rialzo dei tassi reali erano già stati indicati come elementi capaci di aumentare il rischio di correzioni nel 2026.  

Il certificato consente quindi di affrontare questa fase con una logica diversa: non puntare necessariamente sul prossimo rally dei gold miners, ma provare a estrarre rendimento dal tempo attraverso le cedole potenziali.

L’autocall può accelerare il rendimento

Il certificato prevede inoltre il rimborso anticipato. La prima osservazione autocall è prevista a gennaio 2027 e il livello richiesto coincide inizialmente con il 100% degli strike.

Se tutti i sottostanti soddisfano la condizione prevista, il prodotto può essere rimborsato anticipatamente a 100 euro. Per chi acquista sotto la pari questo elemento assume particolare rilevanza: al flusso cedolare eventualmente incassato si aggiungerebbe infatti anche il recupero della differenza tra prezzo di acquisto e valore nominale. La scadenza naturale è fissata al 17 marzo 2028.

Gold Miners: perché il certificato può avere senso adesso

La combinazione è quindi particolare: un settore reduce da un rally importante, oro in correzione dai massimi, titoli minerari tornati sotto pressione e un certificato appena emesso che può essere acquistato sotto la pari.

Per chi ritiene che il comparto possa attraversare nei prossimi mesi più una fase di consolidamento che un nuovo crollo strutturale, il Multi Cash Collect DE000BD7CX33 permette di impostare una strategia diversa dall’acquisto diretto delle singole azioni: cedole mensili potenziali, memoria, barriera a scadenza e possibilità di beneficiare anche di un ritorno del certificato verso quota 100.

È proprio questo il punto centrale: non serve necessariamente indovinare il prossimo massimo dell’oro. In una fase laterale, il tempo può diventare una componente del rendimento potenziale.

I principali rischi per l’investitore

Il certificato è uno strumento complesso a capitale condizionatamente protetto. I principali rischi sono:

  • Rischio worst-of: rendimento e rimborso dipendono dal sottostante con la performance peggiore.
  • Rischio sul capitale: se a scadenza il worst-of è sotto la barriera, il rimborso segue la sua performance negativa, con possibili perdite anche rilevanti.
  • Rischio emittente: cedole e rimborso dipendono dalla solidità di emittente e garante.
  • Premi condizionati: le cedole vengono pagate solo se sono rispettate le condizioni previste.
  • Rischio autocall: il rimborso anticipato può interrompere prima del previsto il flusso cedolare e creare rischio di reinvestimento.

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