ANALISI DI MERCATO E FLUSSI MONETARI DEL 19 MARZO

Bruno Nappini Bruno Nappini - 19/03/2026 08:02

La Fed frena l'entusiasmo: il ritorno del "Higher for Longer"

Analisi della sessione precedente
La giornata di ieri ha segnato un brusco ritorno alla realtà per i listini globali, dopo che la Federal Reserve ha spento le speranze di un allentamento monetario imminente. Nonostante i tassi siano rimasti invariati, l'aggiornamento del "dot plot" e l'innalzamento delle stime sull'inflazione core per il 2026 hanno innescato una decisa ondata di vendite. A Wall Street, lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l'1,36%, mentre il Nasdaq è scivolato dell'1,46%, penalizzato dal nuovo balzo dei rendimenti dei Treasury. Il driver principale è stato il timore che la persistenza dei prezzi energetici, con il greggio stabilmente sopra i 110 dollari, costringa la banca centrale a mantenere una postura restrittiva più a lungo del previsto. In Europa, la sessione si è chiusa in territorio negativo già prima del verdetto americano arrivando a rompere due deviazioni standard. La debolezza dei dati manifatturieri e l'incertezza sulle catene di approvvigionamento globali hanno impedito ai listini continentali di trovare un supporto, confermando la fragilità del quadro macroeconomico europeo.

Quadro generale e prospettive odierne
L'apertura odierna è condizionata dal pesante sentiment ereditato dalla chiusura americana e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano a spingere al rialzo le commodity. I future europei segnalano un avvio in calo dello 0,45%, mentre i contratti su Wall Street scambiano in frazionale ribasso dello 0,15%, cercando faticosamente una base di supporto dopo il sell-off. Il mercato asiatico ha reagito negativamente alla retorica di Jerome Powell, alimentando i timori di un drenaggio di liquidità verso il dollaro. Per la giornata odierna, gli occhi sono puntati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: un dato troppo solido verrebbe paradossalmente letto in modo negativo, poiché confermerebbe la necessità per la Fed di non abbassare la guardia. In assenza di catalizzatori rialzisti immediati, è probabile che i mercati testino i minimi della settimana, con gli operatori impegnati a riprezzare gli asset in uno scenario di tassi elevati per un periodo più esteso.

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Posizionamenti monetari sulla scadenza 18 giugno

 

S&P500

Nonostante il forte ribasso gli operatori hanno riposizionato importanti quantità di put su strike Otm a partire da 6350 fino 5400. Call in lieve aumento a 6700 e 7000. Prezzi comunque bilanciatissimi a ridosso del proprio fair value.

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NASDAQ

Anche qua i prezzi si trovano centratissimi  su Va+0 e gli operatori continuano ad alleggerire contratti, sia sul lato put che sul lato call. Da segnalare solo un aumento in spread di call a 23000 e 26000.

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