Rendimento a doppia cifra sui bancari

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 30/09/2026 11:13

Un Phoenix Memory Callable di BNP Paribas su banche europee che offre premi mensili potenziali dello 0,94%, con barriera capitale al 40% dei valori iniziali.

Il settore bancario europeo affronta l’ultima parte del 2026 con utili elevati e una politica monetaria tornata a cambiare direzione. Il 10 settembre la BCE ha aumentato nuovamente i tassi di 25 punti base, portando dal 16 settembre quello sui depositi al 2,50%, in risposta alle pressioni inflazionistiche legate anche al conflitto in Medio Oriente. Per le banche, l’effetto del rialzo sui ricavi dipenderà da quanto rapidamente si adegueranno gli interessi sui prestiti rispetto al costo dei depositi. Resta inoltre da osservare se i maggiori oneri finanziari incideranno sulla capacità di rimborso di famiglie e imprese. Nel rapporto di giugno, l’Autorità bancaria europea rilevava che i crediti deteriorati erano ancora su livelli contenuti, ma indicava le piccole imprese e gli immobili commerciali tra le aree da monitorare. Tra i titoli italiani, Banco BPM e UniCredit sono al centro di due operazioni distinte. Banco BPM è destinataria dell’offerta pubblica di scambio promossa da MPS e annunciata nell’agosto 2026: l’esito dell’operazione dipenderà dalle adesioni degli azionisti ed è strettamente legata all’OPAS promossa da Intesa Sanpaolo sulla stessa MPS. UniCredit è invece impegnata nella partita su Commerzbank, ormai in fase avanzata. Rimanendo in Germania, Deutsche Bank ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per €8,5 mld (+9% y/y) e un utile netto di €1,9 mld (+10% y/y). La banca ha segnalato ricavi record nell’attività Fixed Income & Currencies e una crescita del 36% nell’Investment Banking & Capital Markets. Il coefficiente CET1 si attestava al 13,9% a fine giugno. Anche Société Générale ha riportato un secondo trimestre in crescita: ricavi +4,5%, costi −4,1% e utile netto di gruppo pari a €1,8 mld. Dopo i risultati, la banca ha alzato l’obiettivo di redditività sul capitale tangibile per il 2026 a circa l’11% e annunciato un riacquisto straordinario di azioni da €1,5 mld.

In questo quadro, le incertezze legate al contesto geopolitico, all’evoluzione della curva dei tassi e alla tenuta del credito possono rendere interessante una struttura che lasci ai sottostanti un ampio margine di sicurezza, pur senza rinunciare al rendimento potenziale. È il caso del Phoenix Memory Callable (ISIN XS3312383501), emesso da BNP Paribas e scritto su un basket composto da Deutsche Bank, UniCredit, Société Générale e Banco BPM: il certificato prevede il pagamento di premi condizionati dotati di effetto memoria (trigger premio posto al 50% dei rispettivi strike price) pari allo 0,94% mensile (11,28% p.a.), con durata pari a tre anni; a partire da aprile 2027, il certificato potrà essere richiamato anticipatamente a discrezione dell’emittente (in virtù dell’opzione callable a sua disposizione), rimborsando il valore nominale dello strumento (pari a 100 euro) insieme ad un ultimo premio dello 0,94%. Qualora si giunga alla data di osservazione finale del 24 settembre 2029 senza che il certificato sia stato richiamato da BNP Paribas, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale, oltre ad un ultimo premio, qualora Banco BPM, titolo peggiore che attualmente compone il paniere, non perda più del 60% circa dalla quotazione corrente (barriera capitale al 40% dei valori iniziali). Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata partire dallo strike price. Il certificato è quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana, con un rendimento ottenibile dall’investitore pari al 10,9% su base annualizzata, in caso di mantenimento della barriera a scadenza e qualora vengano anche pagati tutti i premi previsti.

Rendimento a doppia cifra sui bancari 1

Rendimento a doppia cifra sui bancari 2

Report a cura di Pierpaolo Scandurra
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