Quattro petroliferi dal 9% annuo

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 28/10/2026 10:58

Da Santander un Phoenix Memory Step Down su quattro titoli energetici quotato sotto la pari: barriere al 60% e premi mensili dello 0,75% con effetto memoria.

Il petrolio resta uno dei principali fattori di tensione per i mercati finanziari. Con il Brent intorno ai 115 dollari al barile, vicino ai massimi degli ultimi sei mesi, gli investitori continuano a confrontarsi con un quadro dominato dai rischi sull’offerta mediorientale e dalla sicurezza delle rotte energetiche. I tentativi diplomatici di contenere il conflitto si alternano a nuovi attacchi alle infrastrutture e al traffico marittimo, mantenendo elevata l’incertezza sulla continuità degli approvvigionamenti e rendendo le quotazioni particolarmente sensibili alle notizie provenienti dalla regione. Il livello dei prezzi ha implicazioni che vanno oltre il comparto energetico: il rincaro del greggio alimenta le pressioni inflazionistiche, comprime il potere d’acquisto delle famiglie e aumenta i costi delle imprese, complicando il percorso delle banche centrali e le prospettive di crescita. Quando il rialzo dell’energia nasce da restrizioni dell’offerta, anziché da un’espansione della domanda, può infatti diventare un elemento di pressione per buona parte del mercato azionario, soprattutto per i settori con minore capacità di trasferire i maggiori costi sui prezzi finali. In questo contesto, le grandi società petrolifere tornano al centro dell’attenzione degli investitori. Quotazioni sostenute possono favorire i risultati delle attività di esplorazione e produzione e la generazione di cassa, contribuendo a finanziare investimenti, dividendi e riacquisti di azioni proprie. Il settore conserva quindi un ruolo nella diversificazione azionaria, senza essere immune dalle oscillazioni del mercato: a un eventuale ridimensionamento del premio geopolitico incorporato nel greggio si affianca il rischio che prezzi energetici persistentemente elevati finiscano per indebolire la domanda globale. È proprio l’equilibrio tra sostegno ai flussi di cassa e incertezza sul ciclo economico a rendere rilevante l’analisi dei petroliferi nell’attuale scenario.

È in questo scenario che si inserisce il Phoenix Memory Step Down (ISIN IT0006779745) emesso da Santander. Il certificato, scritto su un basket composto da Repsol, Occidental Petroleum, Eni e TotalEnergies, prevede il pagamento di premi condizionati dotati di effetto memoria (trigger premio posto al 60% dei rispettivi strike price) pari allo 0,75% mensile (9% p.a.), con durata pari a tre anni e mezzo (scadenza aprile 2030); a partire dalla data di osservazione del 9 aprile 2027 e per le successive date a cadenza mensile, prevede la possibilità di rimborso anticipato del valore nominale, pari a 1.000 euro, qualora tutti i titoli rilevino al di sopra del 100% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, con il trigger autocall che decresce poi dell’1% ogni mese fino al 65% dell’ultima data di osservazione prima della scadenza. Qualora si giunga alla data di osservazione finale del 9 aprile 2030 senza che il certificato sia stato richiamato, il prodotto rimborserà il proprio valore nominale, oltre ad un ultimo premio, qualora Repsol, titolo peggiore che attualmente compone il paniere non perda più del 38% circa dalla quotazione corrente (barriera capitale al 60% dei valori iniziali). Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso del certificato verrà invece diminuito della performance negativa del titolo worst of, che verrà calcolata partire dallo strike price.

Il certificato è quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana ad un prezzo sotto la pari, con un rendimento ottenibile dall’investitore pari al 9,25% su base annua, in caso di mantenimento della barriera a scadenza.

Quattro petroliferi dal 9% annuo 1

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Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it


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