Osservatorio Trimestrale – Terzo Trimestre 2026

Ufficio Studi Fida Ufficio Studi Fida - 14/10/2026 09:57

Materie prime ancora protagoniste in un mercato a più velocità

Il FIDArating terzo trimestre 2026 fotografa un quadro finanziario caratterizzato da profonde divergenze tra le principali asset class, con le materie prime protagoniste, l’azionario sostanzialmente stabile e l’obbligazionario in difficoltà.

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi FIDA, tra luglio e settembre le materie prime hanno guadagnato l’11,8%, a fronte di una flessione del 2,4% per il comparto obbligazionario e di una variazione marginalmente negativa, pari allo 0,1%, per quello azionario. I portafogli diversificati hanno registrato una contrazione nell’ordine dell’1%.

Dietro questi risultati si delineano dinamiche sensibilmente differenti, con alcune aree geografiche e settori capaci di realizzare progressi consistenti e altri penalizzati da correzioni altrettanto significative.

L’azionario resiste, ma aumentano le distanze tra i mercati

La sostanziale stabilità dell’azionario non riflette un andamento uniforme. Poco più della metà delle categorie analizzate, il 56%, ha concluso il trimestre in territorio positivo, mentre il restante 44% ha registrato una performance negativa. Le differenze risultano particolarmente evidenti sul piano geografico. L’indice FFI Azionari Norvegia si distingue con un rendimento superiore al 13%, mentre alcune esposizioni asiatiche ed europee registrano progressi prossimi al 9%. Tra queste figurano FFI Azionari Indonesia e FFI Azionari Regno Unito Mid e Small.

All’estremo opposto, l’indice FFI Azionari Cina A Shares perde circa il 13%, seguito dal mercato turco, rappresentato dall’indice FFI Azionari Turchia, in flessione di quasi il 10%.

Tra le categorie geografiche migliori e peggiori si osserva così una distanza superiore a 26 punti percentuali, una misura della selettività che ha caratterizzato il trimestre.

La stessa frammentazione emerge dall’analisi settoriale. I comparti legati alle risorse naturali hanno beneficiato di una dinamica favorevole, con l’indice FFI Azionari Settoriali Metalli Preziosi e Minerali in crescita di oltre il 18% e l’indice FFI Azionari Settoriali Energia vicino al 9%.

Al contrario, l’indice FFI Azionari Settoriali Energie Alternative e il comparto immobiliare europeo hanno registrato perdite superiori al 10%.

Il contrasto tra energia tradizionale e alternative energetiche costituisce uno degli elementi più significativi del periodo. La comune appartenenza a un’area tematica non si è tradotta in risultati omogenei, evidenziando come la composizione delle strategie settoriali possa determinare profili di rendimento molto differenti.

La durata penalizza il mercato obbligazionario

Sul fronte obbligazionario, il trimestre è stato caratterizzato da una prevalenza di risultati negativi, con una particolare penalizzazione delle esposizioni governative dell’area euro a più lunga scadenza. L’indice FFI Obbligazionario Area Euro Governativo oltre dieci anni ha ceduto circa il 9%, mentre quello relativo alle scadenze comprese tra cinque e dieci anni ha perso quasi il 5%. La maggiore debolezza delle scadenze lunghe rappresenta il principale elemento distintivo del comparto, mettendo in evidenza il peso della sensibilità ai tassi nella determinazione dei risultati.

Non sono tuttavia mancate aree di tenuta. Alcune esposizioni valutarie hanno conseguito rendimenti positivi, tra cui le obbligazioni denominate in corone norvegesi, in crescita di circa il 4%, e gli indici FFI Obbligazionario Yen Giapponese e FFI Obbligazionario Renminbi Cinese, entrambi in progresso di poco più del 2%.

Il quadro restituisce quindi un mercato obbligazionario nel quale le differenze tra scadenze, valute e tipologie di strumenti hanno inciso in misura rilevante sulle performance, rendendo particolarmente importante la valutazione delle caratteristiche delle singole categorie.

Materie prime ed energia trainano le performance

Le materie prime rappresentano il principale elemento di forza del trimestre. Alla crescita aggregata di quasi il 12% si accompagna una performance particolarmente sostenuta delle esposizioni petrolifere, che emergono anche nell’analisi degli indici ETF. L’indice FEI Commodities Petrolio ha registrato un incremento trimestrale superiore al 37%, portando il rendimento da inizio anno oltre il 105%. Un risultato che evidenzia l’eccezionale intensità dei movimenti registrati da questa componente del mercato. Anche nell’universo ETF la dinamica favorevole delle risorse naturali trova riscontro nei risultati delle categorie azionarie. Accanto all’indice FEI Azionari Settoriali Biotecnologia, in progresso di oltre il 17%, si distinguono FEI Azionari Settoriali Metalli Preziosi e Minerali, con un rialzo prossimo al 16%, e FEI Azionari Settoriali Energia, in crescita di oltre il 14%.

Di segno opposto l’andamento dell’indice FEI Azionari Settoriali Energie Alternative, che perde il 13%, confermando la distanza tra i diversi segmenti del comparto energetico.

La contrapposizione tra il forte apprezzamento delle esposizioni petrolifere e la debolezza delle energie alternative sintetizza efficacemente la natura selettiva del trimestre.

Le classifiche dei singoli strumenti mostrano inoltre movimenti particolarmente ampi nei prodotti caratterizzati da leva finanziaria. Alcune esposizioni su singoli titoli hanno conseguito guadagni trimestrali superiori al 200%, a fronte di perdite molto elevate su altri orizzonti temporali. Si tratta di risultati che richiedono una lettura distinta rispetto alle performance delle categorie tradizionali, considerando le specifiche caratteristiche di rischio di questi strumenti.

Un universo di investimento in continua evoluzione

L’Osservatorio FIDA aggiorna anche la consistenza dell’universo dei prodotti censiti, che al 30 settembre 2026 comprende circa 97.500 fondi e 14.200 ETF. Nel trimestre il numero dei fondi è aumentato di 72 unità, mentre gli ETF hanno registrato un incremento di 560 strumenti. Sul mercato italiano risultano autorizzati alla distribuzione circa 23.800 fondi, con 213 unità aggiuntive, mentre gli ETF quotati raggiungono quota 2.531, in crescita di 97 strumenti.

Il Rating FIDA è attribuito a circa 15.000 fondi e 1.300 ETF, confermando l’ampiezza del perimetro di analisi.

Consulta il report completo

di Monica F. Zerbinati - FIDArating Analysis Ranking Top Ten Trimestrali

 

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