Pensioni INPS, milioni di pensionati portano a casa meno di 1000 euro: come integrare

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 27/03/2026 10:15

Con il nuovo report INPS sulle pensioni erogate nel 2025 si riconferma ancora una volta un fenomeno che negli anni sta assumendo un carattere sempre più emergenziale.

Ossia che milioni di italiani vanno in pensione con assegni appena superiori al minimo previsto.

Un dato che suona come un vero e proprio campanello d?allarme per chi ancora deve andare in pensione nei prossimi anni o decenni, come le giovani generazioni che si affacciano ora al mondo del lavoro.

Per le giovani generazioni, in particolare, sarà fondamentale pianificare e gestire con attenzione il proprio percorso previdenziale, così da non trovarsi a fine carriera con una pensione mensile di soli 750 euro.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Informativa INPS.

Pensioni INPS, milioni di pensionati portano a casa meno di 1000 euro

Al 1 gennaio 2026, su 21.257.999 pensioni vigenti, molti assegni previdenziali presentano importi decisamente bassi.

Per la precisione, secondo l?Osservatorio statistico sulle pensioni erogate dall?INPS, 9,7 milioni di pensionati percepiscono meno di 750 euro al mese, anche se "solo il 42,2% risulta associato a prestazioni legate a bassi requisiti reddituali, come l?integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e le pensioni o assegni sociali", precisa l'ente.

Un dato che si mantiene comunque alto rispetto all'anno precedente. Al 1 gennaio 2025, su 17.986.149 pensioni (nota: fino al 2025 non erano conteggiate insieme le pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici come da quest'anno), il 53,5% degli assegni era sotto i 750 euro mensili, con il 43,1% (circa 4,1 milioni) che riguardava prestazioni legate a redditi bassi. In pratica, 9,5 milioni di pensionati.

Se questa fascia dovesse crescere nei prossimi anni, sarebbe un segnale preoccupante per le nuove generazioni, che rischierebbero di trovarsi a percepire una pensione mensile altrettanto esigua.

Pensioni INPS, come integrare il proprio assegno mensile

Se la sola pensione INPS non basta a coprire le spese mensili, è fondamentale intervenire tempestivamente per aumentarne l?importo.

Una possibile soluzione è la neutralizzazione dei contributi, un istituto previdenziale che permette di escludere dal calcolo della pensione determinati periodi contributivi quando risultano penalizzanti per il lavoratore, in modo da aumentare l'assegno mensile.

Una sorta di ricalcolo, consentito solo per alcune tipologie di pensioni anticipate e di anzianità, in particolare per quelle liquidate con il sistema misto.

In alternativa, esistono diverse forme di integrazione al reddito, tra cui l?integrazione al minimo, un contributo aggiuntivo alla pensione, pari a 154,94 euro, che viene riconosciuto a chi percepisce una o più pensioni con un importo complessivo non superiore al trattamento minimo e soddisfa determinate condizioni reddituali.

Pensioni INPS sempre più povere: un futuro incerto per i giovani lavoratori

Con l?inasprirsi dei requisiti previdenziali, nel lungo periodo le pensioni rischiano di diventare sempre più esigue.

E già lo dimostrano gli ultimi anni. Secondo Open, l?importo medio dell?assegno per i lavoratori privati è sceso di 36 euro in cinque anni: nel 2024 l?assegno medio si è attestato a 1.300 euro al mese, contro i 1.336 euro del 2019.

Se l'andamento dovesse continuare nei prossimi anni, i giovani di oggi rischiano di ritrovarsi con pensioni modeste a fine carriera, nonostante decenni di contributi versati. E considerando il problema della precarietà nelle nuove generazioni, non è nemmeno sicuro che tutti riusciranno a versare almeno la quota base per la pensione di vecchiaia.

A ciò si aggiunge un?altra criticità: con l?aumento dell?età media, nei prossimi decenni non sarà più possibile andare in pensione a 67 o 68 anni, come già previsto per il prossimo decennio. Toccherà invece ritirarsi verso i 70 anni, e con tanto di anni in più di contribuzione da versare.

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