Bonus edilizi, continuano i controlli del Fisco: cosa sapere e a cosa fare attenzione

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 15/05/2026 10:15

Bonus edilizi, continuano i controlli del Fisco: cosa sapere e a cosa fare attenzione

Aumenta sempre di più la stretta del Fisco sui beneficiari dei bonus edilizi.

Nei prossimi mesi infatti migliaia di lettere di compliance saranno inviate a coloro che non risultano perfettamente in linea con la normativa, al fine di regolarizzare la loro posizione.

Dunque si intensificheranno i controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. E proprio per questo occorre prepararsi, e fare attenzione.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Agenzia Immobiliare Palmieri S.r.l..

Bonus edilizi nel mirino del Fisco: nuovi controlli nel 2026

Superbonus e bonus edilizi finiscono nuovamente sotto la lente del Governo, stando a quanto emerge dal Documento di finanza pubblica (DFP), che dedica un passaggio anche all?attività di controllo del Fisco sugli immobili interessati dalle agevolazioni.

Dal documento emergono ulteriori informazioni nell'ambito della mappatura degli immobili interessati da interventi edilizi agevolati. Si legge nel DFP, al 31 dicembre 2025 risultano conclusi "circa 3.500 pre-controlli con i quali è stata verificata: l'avvenuta regolarizzazione per circa 1.050 immobili, l'insussistenza dell'obbligo dichiarativo per circa 900 immobili e la necessità di regolarizzazione per circa 1.550 immobili".

Si fa riferimento all'aggiornamento dei valori catastali degli edifici in cui sono stati condotti alcuni interventi (ad esempio) di efficientamento energetico, grazie appunto ai bonus edilizi.

Già nell?anno precedente era stata avviata una campagna di comunicazione attraverso le cosiddette lettere di compliance. Solo nel 2025 sono state inviate nel mese di aprile comunicazioni relative a circa 3.300 immobili censiti nella categoria F, cioè immobili in corso di costruzione o definizione. Mentre nel mese di ottobre 2025 ben 12mila lettere, con riferimento alle unità immobiliari censite nei restanti gruppi di categorie.

E la fase di verifica non finisce qui. Secondo quanto già annunciato dall?Agenzia delle Entrate, tra il 2026 e il 2027 è previsto l?invio complessivo di circa 45mila lettere: 20mila nel corso del 2026 e altre 25mila nel 2027.

Cosa sapere sui prossimi controlli del Fisco in merito ai bonus edilizi

Come detto sopra, i prossimi controlli del Fisco continueranno a concentrarsi in particolare sull?aggiornamento catastale degli immobili interessati dai bonus edilizi.

In base a quanto stabilito dal Provvedimento n. 38133/2025 del 7 febbraio 2025, con cui l?Agenzia delle Entrate ha definito modalità e contenuti delle lettere di compliance, le verifiche riguarderanno soprattutto:

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    le unità immobiliari che non risultano aggiornate nella rendita catastale nonostante abbiano subito interventi rilevanti;

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    e quelle per le quali non è stata presentata la dichiarazione DOCFA, ovvero la comunicazione obbligatoria di variazione catastale da trasmettere entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori.

In sostanza, una volta ricevuta la lettera, si è inviati a fornire chiarimenti e documentazione idonea, anche attraverso i canali telematici. In alternativa, è possibile procedere alla regolarizzazione spontanea, presentando la dichiarazione di aggiornamento catastale tramite modello DOCFA con il supporto di un tecnico abilitato.

Meglio intervenire fin da subito: in caso di inerzia, l?Agenzia delle Entrate può avviare un accertamento diretto, anche attraverso sopralluoghi, oltre a procedere d'ufficio con l?aggiornamento della posizione catastale.

A cosa devono fare attenzione i beneficiari delle agevolazioni

In breve, contribuenti e beneficiari di bonus edilizi dovranno fare attenzione all'aggiornamento catastale.

Ricordiamo che l?aggiornamento è un adempimento obbligatorio ogni volta che gli interventi eseguiti sull?immobile comportano modifiche rilevanti. Ad esempio variazioni delle superfici principali oppure cambiamenti della categoria, della classe o della rendita catastale.

In particolare, se i lavori causano un incremento del 15% (o superiore) del valore dell?immobile, scatta l?obbligo di variazione.

E se non si procede entro 30 giorni dalla fine dei lavori, si rischiano sanzioni amministrative comprese tra 1.032 e 8.264 euro per ciascuna unità immobiliare interessata (anche se si può comunque ricorrere al ravvedimento operoso).

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