Bonus mobili per pagare IMU e TARI: cosa sappiamo della proposta al vaglio del Governo

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 26/05/2026 10:15

Bonus mobili per pagare IMU e TARI: cosa sappiamo della proposta al vaglio del Governo

Un bonus mobili che funziona come credito per il pagamento delle altre imposte dovute: è quanto trapelato da una proposta presentata alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell?ambito della conversione del d.l. 38/2026 (Decreto Fiscale).

Una misura che (bene precisare) è ancora al vaglio del Governo. Ma che, se dovesse diventare realtà, potrebbe garantire ai contribuenti uno sconto significativo su imposte come l'IMU e la TARI.

Vediamo tutto quello che sappiamo in merito a questa proposta, e come dovrebbe funzionare.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al Canale Notizie.

Bonus mobili per pagare IMU e TARI: tutto sulla nuova proposta

L?idea è stata anticipata nel corso della seduta della Commissione Finanze e Tesoro del Senato del 6 maggio 2026, dalla Sottosegretaria al Ministero dell?Economia e delle Finanze, Sandra Savino.

In sintesi, si sta valutando l?introduzione di un meccanismo che consentirebbe di "compensare i crediti derivanti dalle detrazioni fiscali con i debiti accumulati anche verso gli enti locali", si legge sul resoconto della seduta.

In altre parole, i crediti derivanti dalla detrazione (che ricordiamo sono ripartiti in 10 rate annuali) potrebbero essere impiegati per il pagamento di IMU o TARI non versate, ma anche per multe stradali arretrate, bollo auto e altre imposte comunali o regionali.

Come dovrebbe funzionare il bonus come credito di compensazione

Dal momento che il bonus mobili è a tutti gli effetti una detrazione IRPEF, oggi il beneficio può essere sfruttato solo in presenza di una certa capienza fiscale, cioè di un?imposta sufficiente da abbattere.

Tuttavia, è abbastanza assurdo che lo Stato riconosca un credito fiscale a contribuenti che (allo stesso tempo) risultano debitori verso la pubblica amministrazione, anche se nei confronti di enti locali.

Da qui la proposta: secondo quanto appreso finora, si potrebbe utilizzare il bonus mobili maturato per compensare debiti fiscali con gli enti locali, che possono includere IMU e TARI, ma anche tributi minori come la TOSAP, oltre a multe stradali, bollo auto e altre entrate territoriali.

Ma nel caso in cui non siano presenti debiti con gli enti locali, il bonus rimarrebbe come detrazione d?imposta tradizionale.

Altre modifiche al bonus mobili in arrivo

Oltre alla novità relativa all?utilizzo del bonus mobili per il pagamento dei debiti con l?Erario, arriva come emendamento al decreto una proposta firmata da Massimo Garavaglia (Presidente della Commissione Finanze del Senato), che punta a una revisione strutturale del bonus a partire dal 1 gennaio 2027.

Per la precisione, l'emendamento propone di far ricomprendere, "tra le spese detraibili per la realizzazione di interventi di ristrutturazione edilizia, anche le spese sostenute per l'acquisto di mobili e di determinati elettrodomestici, in una percentuale delle spese complessivamente ammissibili per le ristrutturazioni edilizie".

Ricordiamo che oggi il bonus mobili garantisce una detrazione del 50% su un limite di spesa di 5.000 euro, indipendentemente dall'entità dei lavori edilizi collegati.

Con la riforma proposta, invece, la detrazione verrebbe calcolata entro un limite massimo pari al 15% dell?ammontare complessivo delle spese ammissibili legate agli interventi di ristrutturazione.

In pratica, chi realizza interventi edilizi di importo ridotto otterrebbe un beneficio minore, mentre chi affronta lavori più rilevanti potrebbe accedere a un vantaggio fiscale più consistente.

Ovviamente tutte queste novità rimangono subordinate all?esito dell?iter parlamentare, anche perché la Commissione Finanze e Tesoro del Senato sta ancora esaminando gli emendamenti al Decreto Fiscale.

E il finale sarà sempre quello: le proposte o confluiranno nel testo finale della legge di conversione, oppure saranno modificate o eliminate nel corso dell?iter.

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