IRPEF, al vaglio ipotesi aliquota al 33% fino a 60mila euro: quanto si risparmierebbe?

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 10/08/2026 10:15

IRPEF, al vaglio ipotesi aliquota al 33% fino a 60mila euro: quanto si risparmierebbe?

Al via il cantiere della Legge di Bilancio 2027, e tra i primi lavori abbiamo quello della riforma dell'IRPEF.

L'Esecutivo Meloni sta infatti valutando una modifica all'odierno regime fiscale, con l'allargamento della seconda aliquota IRPEF del 33% ai redditi fino a 60.000 euro.

Una proposta che garantirebbe un certo risparmio per questa fascia di reddito, anche se l'esito dipenderà, come sempre, dalla disponibilità effettiva delle casse dello Stato.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Commercialista Allievi.

Come sarebbe l'IRPEF 2027 con la nuova proposta di modifica

Si sono succedute nel corso degli anni diverse modifiche per quanto riguarda gli scaglioni IRPEF. Oggi, dopo le varie revisioni, i contribuenti hanno a che fare con queste tre aliquote:

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    23% per i redditi fino a 28mila euro;

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    33% per quelli tra 28.001 euro e 50mila euro;

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    43% per quelli che superano i 50mila euro.

Tutto questo però potrebbe cambiare con la nuova modifica proposta dall'Esecutivo, ossia di estendere l'aliquota intermedia (già ridotta in precedenza dal 35% al 33%) anche ai redditi superiori a 50.000 euro, fissando il nuovo limite a 60.000 euro.

In pratica, il Governo Meloni punta a riproporre la misura già lanciata l'anno scorso, poi non passata per problemi relativi ai costi.

C'è da dire però che, forse più di ieri, stavolta potrebbe riscuotere un discreto interesse tra i beneficiari. Anche perché il risparmio è decisamente ricco.

Quanto si potrebbe risparmiare con il nuovo scaglione IRPEF

Secondo le più recenti simulazioni, chi dichiara redditi vicini ai 60.000 euro lordi potrebbe ottenere un risparmio fiscale massimo di circa 1.000 euro all?anno.

Più precisamente, chi ha un reddito di 52.000 euro lordi potrebbe non pagare più 860 euro sulla quota eccedente i 50.000 euro, ma solo 660 euro, ottenendo così un risparmio di 200 euro annui (circa 15 euro al mese).

A sua volta, chi ha un reddito di 55.000 euro lordi passerebbe da 2.150 euro a 1.650 euro di imposta su quella quota, risparmiando 500 euro all'anno (circa 38 euro al mese).

Il beneficio massimo si otterrebbe intorno ai 60.000 euro lordi: invece di 4.300 euro, se ne pagherebbero 3.300 euro, con un risparmio netto di 1.000 euro all'anno (circa 77 euro).

Sono risparmi decisamente più generosi rispetto ai circa 440 euro all'anno che si potevano avere con il taglio dell'IRPEF dal 35% al 33% per i redditi fino a 50.000 euro.

Anzi, come misura è fin troppo generosa; infatti c'è da chiedersi se le casse dello Stato potrebbero reggere una simile spesa.

Il nodo delle risorse per la riforma fiscale

Come di consueto, di fronte a tagli delle tasse e Leggi di Bilancio, il problema principale è sempre quello: reperire la copertura finanziaria.

Anche perché, stando ad alcune stime preliminari, l?estensione dell?aliquota del 33% fino ai 60.000 euro costerebbe alle casse pubbliche una cifra stimata intorno ai 2-3 miliardi di euro. Una somma simile a quella stanziata per l'estensione disposta l'anno prima (2 - 2,5 miliardi).

Ma proprio per questo, e anche in virtù dei vincoli di bilancio europei e delle regole del Patto di Stabilità, il Governo dovrà mantenere un approccio prudente: nessuna riduzione fiscale potrà passare senza una parallela copertura strutturale.

Va precisato però che questa non è l'unica opzione al vaglio. Riferisce Sky TG24, accanto alla revisione degli scaglioni di reddito restano sul tavolo altre ipotesi complementari, tra cui l'idea di applicare forme di detassazione agevolata per le tredicesime dei lavoratori dipendenti e tanto altro.

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