Anche se si trova ancora al vaglio dell'Esecutivo, l'ultima proposta in materia di pensioni sta già facendo discutere.
E non tanto per i suoi requisiti d'accesso, quanto per il "costo" che toccherà sostenere per aderire a questa particolare uscita previdenziale.
Non a tutti i lavoratori infatti converrà questa soluzione, ma vediamo a chi potrebbe davvero fare comodo.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Miglior Pensione.
Il Governo al lavoro sulla pensione a 62 anni: come funzionerebbe
Avevamo già parlato di questa proposta, tra l'altro non nuova nella rosa delle opzioni previdenziali lanciate dal Governo Meloni.
In sintesi, la misura prevede la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni di età dopo aver maturato 41 anni di contributi.
Si tratterebbe, nei fatti, di una Quota 41 estesa a tutti i contribuenti e non più riservata soltanto ai lavoratori precoci appartenenti a determinate categorie tutelate.
Ma con una differenza: il calcolo dell'assegno non seguirebbe i criteri consueti della pensione di vecchiaia né quelli dell'anticipata contributiva.
Stando alle indiscrezioni emerse finora, è prevista una riduzione progressiva del trattamento economico, proporzionale agli anni di anticipo rispetto alle soglie ordinarie.
Nello specifico, una penalizzazione del 2% per ogni anno d'anticipo, fino a raggiungere un taglio massimo del 10% nell'eventualità di un pensionamento a 62 anni.
Non si tratta certo della soluzione ideale per il lavoratore, ma rappresenta un punto di partenza utile affinché il Ministero dell'Economia e delle Finanze possa valutare favorevolmente una misura altrimenti troppo onerosa per le casse dello Stato. Negli anni passati, infatti, l'idea era stata accantonata proprio per via degli elevati costi erariali.
Ciononostante, per alcuni profili specifici la pensione a 62 anni sotto forma di Quota 41 flessibile potrebbe comunque rivelarsi vantaggiosa.
A chi converrebbe quest'uscita a 62 anni
Di sicuro non a chi ha pochi anni contributivi.
A differenza di altre formule, Quota 41 flessibile prescinde dall'età anagrafica e si concentra esclusivamente sull'anzianità contributiva.
Pertanto, la misura va a premiare chi ha iniziato a lavorare molto presto, magari già attorno ai 20 anni, così da traguardare i 41 anni di contributi ben prima dei colleghi con carriere più brevi o frammentate.
Dato il prezzo da pagare, però, questa soluzione previdenziale non sarà il massimo per chi, pur avendo così tanti anni di contribuzione, si ritrova alla fine con un assegno ancor più misero a causa dei tagli.
Con queste caratteristiche, Quota 41 flessibile risulterebbe conveniente solo a chi ha avuto stipendi medio-alti e dunque un montante contributivo nell'ordine di centinaia di migliaia di euro.
Per tutti gli altri invece le alternative rimangono le stesse.

Alternative a Quota 41 flessibile: le pensioni per ritirarsi a 62 anni
La prima opzione è la già citata Quota 41 per i lavoratori precoci. Per accederne servono 41 anni di contributi complessivi, di cui almeno 12 mesi maturati prima del compimento del diciannovesimo anno di età, unitamente all'appartenenza a specifiche categorie: disoccupati, caregiver, invalidi civili con percentuale almeno del 74% e addetti a mansioni gravose o usuranti.
Per quest'ultimi tra l'altro esistono anche Quota 97,6 e successive, che consentono l'uscita a partire da circa 61 anni e 7 mesi oppure 62 anni e 7 mesi, a patto di aver accumulato almeno 35 anni di versamenti.
Un'altra strada percorribile è la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), accessibile già a 62 anni a patto di possedere almeno 20 anni di contributi obbligatori INPS, essere iscritti al fondo da almeno 5 anni e aver cessato l'attività lavorativa al momento della domanda.
Infine, abbiamo la pensione anticipata ordinaria, accessibile indipendentemente dall'età anagrafica a condizione di raggiungere il requisito contributivo pieno: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne (un mese in più però a partire dal prossimo anno).