Pensioni, stop o taglio dell'acconto IRPEF a novembre: chi ci guadagna davvero

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 28/09/2026 10:15

Pensioni, stop o taglio dell'acconto IRPEF a novembre: chi ci guadagna davvero

Non solo per dipendenti: anche quest'anno è possibile per i pensionati procedere allo stop o al taglio dell'acconto IRPEF.

C'è tempo fino al 10 ottobre per inviare all'INPS la richiesta di riduzione o annullamento dell'acconto IRPEF sulla propria pensione.

Va detto però che come soluzione non è proprio conveniente per tutti. Vediamo meglio la situazione.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Pensioni e Aggiornamenti.

Come funziona l'acconto IRPEF della pensione a novembre

Parliamo prima del funzionamento dell'acconto IRPEF di novembre, la seconda rata per versare una delle imposte previste in base ai dati della dichiarazione dei redditi.

Il versamento dell'acconto può avvenire in un'unica soluzione oppure essere suddiviso in due quote. Nel caso della rateizzazione, la prima tranche è già stata trattenuta nei mesi scorsi, mentre la seconda viene normalmente prelevata con la pensione di novembre.

Proprio la domanda entro il 10 ottobre agisce su quest'ultimo prelievo. L'INPS nella nota sul cedolino di ottobre precisa che il contribuente ha facoltà entro tale data di richiedere "la riduzione o l?annullamento della seconda o unica rata di acconto IRPEF e/o cedolare secca".

Ovviamente sotto la propria responsabilità, evitando di fare errori di calcolo.

Chi ci guadagna davvero da questa operazione

Sostanzialmente chi ha un quadro chiaro e preciso dei propri conti.

Di norma l'INPS applica il prelievo basandosi sui redditi dell'anno precedente. Se nel corso del 2026 la situazione finanziaria è cambiata, con questa richiesta si evita di anticipare liquidità che verrebbe poi restituita solo a distanza di molti mesi sotto forma di rimborso fiscale.

il caso dei contribuenti che nel corso dell'anno hanno subito un calo del reddito complessivo rispetto al 2025, ad esempio per via della perdita di una voce stipendiale o di un entrata aggiuntiva.

Oppure dei contribuenti che hanno sostenuto durante l'anno diverse spese detraibili, talmente consistenti da abbattere l'imposta lorda nella dichiarazione dei redditi.

Bene comunque prestare la massima attenzione sulle cifre stimate. L'azzeramento o il taglio della rata va richiesto esclusivamente quando si ha la certezza di dover pagare un'imposta inferiore nel 2027 sui redditi del 2026.

Se i conteggi previsionali risultano errati e gli acconti versati si rivelano insufficienti, in sede di conguaglio definitivo emergerà una differenza a debito. Si dovrà poi versare la differenza, con il rischio di addebiti consistenti e sanzioni per insufficiente versamento.

Per questo l'INPS sottolinea che l'operazione è "sotto la propria responsabilità". Meglio pertanto non sbagliare i calcoli.

Come richiedere lo stop o taglio dell'acconto IRPEF

Basta solo presentare la domanda per via telematica tramite il portale dell'INPS, autenticandosi con la propria identità digitale (SPID, CIE, CNS o eIDAS) all'interno del servizio denominato "Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino".

Sempre l'INPS nella nota precisa che la funzionalità è accessibile anche tramite l'applicazione INPS Mobile.

Essenziale sarà comunque avere già a propria disposizione il modello 730/2026, infatti ricordiamo che la scadenza principale (30 settembre) è imminente.

Piccola nota: per chi si avvale dell'INPS come sostituto d'imposta, il conguaglio e il recupero dell'acconto avvengono direttamente sul cedolino della pensione.

A tal riguardo, nello stesso mese l'ente erogherà i conguagli legati alle misure di riduzione del cuneo fiscale e alle relative detrazioni per i redditi compresi entro i 40.000 euro annui.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer »

Aggiungi TraderLink come fonte preferita su Google News
Aggiungi alle Fonti preferite

Argomenti

INPS PENSIONI SEGNALI