Vola a Piazza Affari (Ftse Mib +0,06%) il titolo Brioschi che guadagna il12,42% chiudendo a 0,067 euro. A sostenere le azioni la notizia dello sgombero del centro sociale Leoncavallo avvenuto il 21 agosto. La società immobiliare della famiglia Cabassi, infatti, controlla L'Orologio, proprietaria dell'immobile a Milano occupato proprio dal centro sociale Leoncavallo. La notizia impatta anche su Bastogi, che a sua volta controlla il 50,06% di Brioschi, che cresce del 21,87% a 0,758 euro.
Come emerge dalla relazione di bilancio 2024 di Brioschi, l'immobile di via Watteau a Milano a bilancio è valutato 2.644.000 euro. Sullo stabile è in corso una battaglia legale che dura dal 2001 quando, sempre secondo quanto viene ricostruito nella relazione di bilancio 2024, la società aveva citato in giudizio gli occupanti abusivi. Due anni dopo, nel 2003, il Tribunale di Milano ha pronunciato nei confronti dell'associazione Mamme del Leoncavallo la condanna al rilascio dell'immobile, confermata successivamente dalla Corte d'Appello in base alla quale la Prefettura di Milano ha corrisposto alla società controllata L'Orologio, l'importo di 3 milioni di euro a titolo di risarcimento danni per il protrattosi mancato sgombero negli anni dell'immobile stesso.
Successivamente la condanna all'associazione Mamme del Leoncavallo è stata anche confermata in Cassazione. Nella relazione la società sottolinea come 'dal 2005 L'Orologio continua a chiedere l'esecuzione delle sentenze e il rilascio dell'immobile abusivamente occupato. Ad oggi sono stati effettuati 131 accessi da parte dell'ufficiale giudiziario, tutti con esito negativo, e ciò in considerazione del mancato intervento della Forza Pubblica, pur regolarmente richiesta e avvisata. La data del prossimo accesso è stata fissata per il giorno 15 maggio 2025'.
La società ha citato in giudizio la presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell'Interno per ottenere la loro condanna al risarcimento dei danni subiti "in dipendenza del ripetuto, mancato intervento della Forza Pubblica" con un danno, secondo una consulenza tecnica disposta dal tribunale (CTU), di oltre 10 milioni di euro che è stata, dopo il ricorso del Ministero, ridotta a un risarcimento di 3.039.150,00, oltre interessi legali dalla data della pubblicazione della sentenza al saldo. Il Ministero dell'Interno, "ricevuta la notifica del titolo esecutivo, ha inoltre adempiuto spontaneamente al pagamento dell'importo oggetto di condanna", si legge nel documento.