La settimana appena trascorsa si è inserita in un quadro di mercato ancora fortemente condizionato da fattori esogeni, con una volatilità elevata che continua a riflettere l’instabilità geopolitica e il delicato equilibrio delle aspettative di politica monetaria. In particolare, le tensioni nell’area del Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz hanno mantenuto alta l’attenzione degli operatori sulle dinamiche energetiche, con effetti intermittenti sul sentiment di rischio, soprattutto nelle fasi di apertura dei mercati.
In questo contesto, i principali indicatori hanno registrato le seguenti performance:
| SOTTOSTANTE | CHIUSURA | VAR. 7 GIORNI | VAR. YTD | VAR. 12 MESI | TREND* |
| Ftse Mib | 49.289,54 | 2,16% | 9,67% | 25,20% | |
| DAX | 24.338,63 | 0,19% | -0,62% | 3,57% | |
| Eurostoxx50 | 5.911,53 | 0,51% | 2,07% | 11,33% |  |
| S&P 500 | 7.398,93 | 2,33% | 8,08% | 30,73% | 

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| Nasdaq 100 | 29.234,99 | 5,50% | 15,78% | 45,73% |
| Euro/Dollaro | 1,1781 | 0,11% | 0,31% | 4,54% | |
| Euribor 3 Mesi | 2,234 | 1,59% | 10,27% | 4,49% |  |
Fonte dati: Bloomberg, dati aggiornati alle 08:35 del 11/05/2026
Nonostante il contesto rimanga fragile, i principali listini europei e statunitensi hanno chiuso l’ottava in territorio positivo, beneficiando di flussi selettivi sugli asset rischiosi. Negli Stati Uniti, il comparto tecnologico ha continuato a guidare la performance, con il Nasdaq 100 in marcato rialzo anche grazie alla resilienza degli utili e a un posizionamento che resta costruttivo sui titoli a maggiore crescita. In Europa, Piazza Affari ha sovraperformato, mentre gli altri indici hanno mostrato movimenti più contenuti e meno direzionali. Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli investitori si sta spostando progressivamente dalla stagione delle trimestrali – ormai in fase avanzata sia negli Stati Uniti sia in Europa – verso i prossimi dati chiave su inflazione e crescita. In particolare, le rilevazioni sull’inflazione di aprile in Germania, Stati Uniti e Italia, insieme alla pubblicazione del PIL preliminare statunitense del primo trimestre, rappresentano potenziali catalizzatori per un nuovo ricalibramento delle aspettative sui tassi. Il mercato continua infatti a prezzare uno scenario in cui l’inflazione potrebbe rientrare più lentamente del previsto, rendendo necessario il mantenimento di condizioni monetarie restrittive per un periodo prolungato. Questo orientamento si riflette chiaramente sull’andamento dei tassi monetari e dei rendimenti a breve, con l’Euribor a 3 mesi che si mantiene su livelli elevati, segnalando come il mercato continui ad aspettarsi tassi ufficiali alti più a lungo. Parallelamente, sul fronte valutario, l’euro rimane relativamente forte rispetto al dollaro, coerentemente con il riallineamento delle attese sui differenziali di politica monetaria tra BCE e Federal Reserve.
Nel complesso, il quadro resta caratterizzato da movimenti direzionali discontinui, frequenti rimbalzi tecnici e rapide prese di beneficio. La dispersione settoriale continua a essere elevata e la visibilità nel breve-medio termine rimane limitata, inducendo molti operatori a privilegiare soluzioni in grado di monetizzare la volatilità e di ridurre la dipendenza da una view direzionale netta.
Guardando invece ai flussi sul mercato dei Certificate, vediamo che ormai gli investitori si sono spostati in maniera massiccia sulle strutture su indici azionari – andando quindi a ridurre la componente di rischio legata all’andamento dei singoli titoli azionari ma andando a spostarlo su indici globali e settoriali. In questo contesto, come UniCredit abbiamo emesso decine di prodotti negli ultimi mesi, che vanno a pagare premi mensili interessanti a fronte di barriere conservative. Il mercato che sale ha fatto si che molti di questi prodotti abbiano richiamato anticipatamente, per questo motivo parte oggi sul mercato SeDeX una nuova serie di Certificate su indici che presentano le seguenti condizioni:
- premi mensili condizionati con effetto memoria, che consentono di recuperare eventuali premi non pagati in precedenza al ripristino delle condizioni favorevoli;
- possibilità di rimborso anticipato a partire dal sesto mese (Novembre) con meccanismo Step‑Down, che migliora la flessibilità temporale dello strumento;
- barriera capitale al 60% a scadenza, in grado di tollerare ribassi significativi dei sottostanti
- strike a venerdì 15 – in questo momento i prodotti quotano sotto la pari
Nel complesso, si tratta di soluzioni pensate per affrontare l’attuale fase di mercato, caratterizzata da elevata incertezza e da un’evoluzione rapida del sentiment, offrendo un equilibrio tra generazione di flussi e controllo del rischio.
Sintesi caratteristiche
| ISIN | Sottostante | Valore Iniziale | Barriera Capitale 60%(%) | *Premio Mensile Condizionato (annuale) |
| DE000UN829A2 | EUROSTOXX BANKS FTSE/MIB NIKKEI225 S&P500 | Forward strike: 15.05.2026 | Forward strike: 15.05.2026 | 0,91% (10,92%) |
| DE000UN829B0 | EUROSTOXX BANKS NASDAQ100 NIKKEI225 S&P500 | Forward strike: 15.05.2026 | Forward strike: 15.05.2026 | 0,97% (11,64%) |
| DE000UN829C8 | EUROSTOXX50 EUROSTOXX BANKS NIKKEI225 S&P500 | Forward strike: 15.05.2026 | Forward strike: 15.05.2026 | 0,93% (11,16%) |
| DE000UN829D6 | EUROSTOXX50 EUROSTOXX BANKS NASDAQ100 NIKKEI225 | Forward strike: 15.05.2026 | Forward strike: 15.05.2026 | 0,97% (11,64%) |
| DE000UN829E4 | EUROSTOXX50 NASDAQ100 NIKKEI225 S&P500 | Forward strike: 15.05.2026 | Forward strike: 15.05.2026 | 0,74% (8,88%) |
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