Il primo trimestre del 2026 ha portato importanti rivelazioni sul fronte delle trimestrali a Piazza Affari, con le banche italiane che hanno segnato utili record nonostante la riduzione dei tassi della BCE. Nel frattempo, Telecom Italia (TIM) ha registrato risultati meno brillanti a causa di costi crescenti legati alla gestione della rete e un debito elevato. Ecco una panoramica semplificata dei principali dati finanziari per chi investe o si interessa dei mercati.
Banche: record e rimbalzi
Le principali banche italiane hanno brillato nel primo trimestre:
• Unicredit: Il colosso bancario ha registrato un utile netto di 2,8 miliardi di euro, con un incremento del 15% rispetto all'anno precedente. Il margine operativo ha raggiunto i 7,2 miliardi di euro. In borsa, l’azione ha guadagnato il 4,2% subito dopo la pubblicazione dei risultati. I parametri di performance, come il RoTE al 20% e il CET1 al 16,2%, hanno superato le aspettative del mercato. Il CEO Orcel ha anche annunciato un dividendo di 10 miliardi di euro per il periodo 2026-2029, segno di una solida strategia di crescita.
• Intesa Sanpaolo: Con un utile pari a 2,4 miliardi di euro – in crescita dell’8% – Intesa ha mostrato una solida resilienza nonostante la diminuzione degli Euribor. I proventi netti, in aumento dello 0,6%, e le commissioni, cresciute del 6,3%, hanno garantito una performance stabile, facendo salire il titolo del 2,8% durante la giornata.
• Banco BPM e altre banche: Anche Banco BPM ha evidenziato una crescita, con un utile di 450 milioni di euro (in aumento del 12%), supportando l’andamento positivo dei mercati. BPER e MPS hanno messo in luce un buon rendimento dei margini di intermediazione (NII) nonostante le sfide del contesto economico.
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Telecom Italia: sfide per il gruppo
Sul fronte delle telecomunicazioni, Telecom Italia ha registrato una situazione più critica:
• TIM ha visto i ricavi mantenersi stabili, tuttavia l'EBITDA è diminuito del 2% a causa dei maggiori costi legati alla gestione della rete NetCo. Il debito, che ammonta a circa 30 miliardi di euro, continua a preoccupare gli investitori. Le incertezze derivanti dalla situazione con Vivendi e un’OPA in stallo hanno fatto scendere il titolo del 2,5% nel periodo post trimestrale.
Altri high cap: Eni, Stellantis e Ferrari
Non sono mancati altri nomi importanti del panorama economico:
• Eni ha pubblicato un utile adjusted pari a 1,2 miliardi di euro, in calo del 10% a parità di oil price, sebbene i ricavi derivanti dal gas in Indonesia abbiano fornito un supporto. L’azione ha registrato un guadagno del 1,5%.
• Stellantis ha mostrato ricavi in calo del 5% e un EV in crescita lenta, con risultati del primo trimestre segnati da un calo del 35%. Tuttavia, il fair value del titolo viene stimato intorno a 12,20€, con uno sconto rilevante del 48% rispetto al mercato.
• Ferrari, simbolo del lusso italiano, ha registrato un incremento dei ricavi del 14%, confermando la solidità del marchio, e le azioni hanno chiuso la sessione con un aumento del 5%.
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(Redazione)
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