Il Tesoro compra i suoi titoli. Ma allora perché i rendimenti salgono?

Bruno Nappini Bruno Nappini - 11/09/2026 08:57

Il buyback americano doveva aiutare il mercato obbligazionario. Il Treasury decennale è invece arrivato a un passo dal 5%. Proviamo a capire perché.

C'è qualcosa che, a prima vista, sembra non tornare. Il Tesoro americano decide di ricomprare una parte dei propri titoli di Stato e, invece di vedere i rendimenti scendere, succede praticamente il contrario: il rendimento del Treasury decennale arriva a sfiorare il 5%, una soglia che sui mercati comincia a fare una certa impressione.

Il Tesoro aveva annunciato un'operazione di buyback fino a 6 miliardi di dollari sui titoli con vita residua tra 10 e 20 anni, triplicando la dimensione della precedente operazione. Alla fine ne ha riacquistati circa 5,2 miliardi. L'obiettivo è soprattutto migliorare la liquidità dei vecchi Treasury, che vengono scambiati meno rispetto alle emissioni più recenti. Non significa quindi che gli Stati Uniti abbiano deciso di cancellare il proprio debito e, soprattutto, non siamo davanti a una sorta di Quantitative Easing mascherato.

Quando la Fed fa Quantitative Easing acquista titoli per modificare le condizioni finanziarie e monetarie. Qui è invece il Tesoro che interviene nella gestione del proprio debito. Il buyback può aiutare alcuni segmenti del mercato, ma non cambia il problema di fondo: gli Stati Uniti continuano ad avere enormi necessità di finanziamento e devono continuare a emettere debito.

E allora perché, se qualcuno compra Treasury, i rendimenti salgono? Basta ricordare una delle regole più semplici del mercato obbligazionario: prezzo e rendimento si muovono in direzione opposta. Immaginiamo un'obbligazione che paga 5 dollari all'anno e costa 100: semplificando, rende il 5%. Se nessuno la vuole più a 100 e il prezzo scende a 90, quegli stessi 5 dollari diventano più interessanti rispetto al prezzo pagato e il rendimento sale. Se invece tutti la comprano e il prezzo sale, il rendimento scende.

È quello che sta accadendo sui Treasury. Il Tesoro ha comprato 5,2 miliardi di dollari di titoli, ma parliamo di un mercato nell'ordine delle decine di migliaia di miliardi. È un po' come cercare di svuotare l'oceano con un secchio.

Ed è proprio qui che arriva il messaggio interessante. Nonostante il buyback, gli investitori hanno continuato a vendere obbligazioni e a chiedere rendimenti più elevati per detenere debito americano a lunga scadenza. Questa mattina il decennale è arrivato intorno al 4,97%. Il mercato sta guardando problemi molto più grandi di un singolo buyback: inflazione, petrolio oltre 100 dollari, deficit pubblico, quantità di debito da finanziare e prospettive dei tassi di interesse. Per prestare denaro agli Stati Uniti per dieci, venti o trent'anni gli investitori chiedono quindi di essere remunerati di più.

Il Tesoro compra i suoi titoli. Ma allora perché i rendimenti salgono?Ed è qui che la storia smette di riguardare soltanto le obbligazioni. Un Treasury decennale vicino al 5% diventa un concorrente molto ingombrante per tutto il resto. Se posso ottenere un rendimento elevato prestando denaro al governo americano, perché dovrei assumermi molto più rischio senza pretendere un rendimento potenziale superiore? Da qui il collegamento con la Borsa: rendimenti elevati aumentano il costo del capitale e possono pesare soprattutto sulle società le cui valutazioni dipendono dagli utili attesi negli anni futuri, motivo per cui Nasdaq e titoli growth osservano con particolare attenzione il mercato obbligazionario.

Il meccanismo arriva poi nell'economia reale. I Treasury rappresentano un riferimento per moltissimi altri tassi: mutui, finanziamenti alle imprese, credito e costo del capitale. Se il denaro a lungo termine diventa più caro, prima o poi qualcuno presenta il conto.

La vera notizia, quindi, non è che il Tesoro americano abbia comprato 5,2 miliardi di dollari di obbligazioni. È che il mercato ha assorbito quell'intervento e ha continuato a chiedere rendimenti più alti. Non significa necessariamente che stia arrivando una crisi e nemmeno che il 5% rappresenti una soglia magica. Significa però che vale la pena osservare attentamente questa parte del mercato.

Perché spesso guardiamo S&P500, Nasdaq o Vix cercando di capire cosa stia succedendo. Ma qualche volta la storia più importante non viene raccontata dalla Borsa. Viene raccontata dal prezzo del denaro.

 

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