Rendimento a tutti i KOSPI? No, grazie

Pierpaolo Scandurra Pierpaolo Scandurra - 08/07/2026 11:18

Un Cash Collect Memory Callable di BNP Paribas su un basket di indici, con premi mensili dello 0,9% e barriera capitale al 60%.

L’indice KOSPI si sta facendo sempre più spazio nel panorama dei certificati di investimento, soprattutto nelle strutture a rendimento elevato, grazie a una combinazione molto interessante per gli emittenti: forte rally dei semiconduttori, volatilità implicita in aumento e possibilità di costruire payoff particolarmente generosi. Tuttavia, proprio questa caratteristica impone una valutazione più attenta: il KOSPI non è un indice “difensivo” in senso stretto e la sua volatilità recente rischia di renderlo poco coerente con certificati pensati per un profilo prudente. Il punto centrale è la composizione dell’indice. Pur essendo formalmente un benchmark azionario nazionale, il KOSPI presenta una concentrazione molto elevata su pochissimi grandi nomi tecnologici, con Samsung e SK Hynix che arrivano complessivamente a pesare oltre il 50% del paniere. Di conseguenza, l’esposizione al mercato coreano assume oggi una forte componente settoriale prima ancora che geografica, legata soprattutto al ciclo dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e delle memorie. Da un lato, questo consente di offrire rendimenti potenziali difficilmente raggiungibili su basket di indici più tradizionali, anche superiori al 25% annualizzato; dall’altro, però, introduce nel prodotto un fattore di rischio non trascurabile, che tradisce la logica stessa dei certificati su indici: ridurre il rischio idiosincratico attraverso sottostanti ampi e diversificati. Il dato più eloquente arriva dai circuit breaker: nel solo 2026 il KOSPI ha già collezionato sei sospensioni market-wide: un numero eccezionale per un grande indice azionario e difficilmente compatibile con l’idea di sottostante “core” o difensivo. Il confronto con gli Stati Uniti è impietoso: sull’S&P 500 i circuit breaker non scattano dal marzo 2020, il mese dello shock pandemico e di una delle fasi di mercato più violente della storia recente. In altre parole, ciò che negli Stati Uniti è rimasto un evento limite, associato a una crisi sistemica globale, in Corea si è ripetuto sei volte nel giro di pochi mesi. Un dato che trasforma il circuit breaker da eccezione statistica a campanello d’allarme ricorrente sulla fragilità del mercato coreano, rafforzando i dubbi sull’opportunità di inserire il KOSPI in basket pensati per un profilo prudente.

In questo contesto, la scelta di concentrare l’analisi su basket privi del KOSPI assume una valenza precisa. Non si tratta semplicemente di privilegiare strutture meno generose in termini di rendimento potenziale, ma di preservare la coerenza tra profilo del prodotto e qualità dei sottostanti: un certificato su indici con barriera profonda e impostazione prudente dovrebbe puntare prima di tutto sulla stabilità del basket, evitando di introdurre un indice che, per concentrazione e volatilità recente, rischia di trasformare un prodotto “core” in un’esposizione molto più aggressiva di quanto appaia a prima vista. Tra le alternative più recenti presenti sul mercato si segnala il Cash Collect Memory Callable di BNP Paribas (ISIN: XS3405277123), scritto su un basket composto da Eurostoxx Banks, Nasdaq 100, Nikkei 225 e S&P 500. Il certificato prevede premi a memoria condizionati (trigger premio al 60% dei valori di riferimento iniziale) pari allo 0,9% mensile (10,8% p.a.) con barriera capitale posta al 60% dei rispettivi strike. La durata massima è pari a due anni, ma da gennaio 2027 l’emittente avrà la facoltà di richiamare anticipatamente il certificato grazie alla presenza dell’opzione callable. In tal caso, l’investitore riceverà il valore nominale dello strumento, pari a 100 euro, insieme all’ultimo premio mensile dello 0,9%. Qualora si arrivi alla data di osservazione finale del 6 luglio 2028 senza che il certificato sia stato rimborsato anticipatamente, il prodotto restituirà il valore nominale di 100 euro a condizione che tutti gli indici del basket si trovino a un livello pari o superiore alla barriera capitale, fissata al 60% dei rispettivi valori di riferimento iniziali, proteggendo quindi da ribassi fino al 40% dei sottostanti. Al di sotto del livello barriera, il valore di rimborso verrà invece diminuito della performance negativa dell’indice worst of, che verrà calcolata a partire dallo strike. Il certificato è attualmente quotato sul segmento Cert-X di Borsa Italiana.

Rendimento a tutti i KOSPI? No, grazie 1

Rendimento a tutti i KOSPI? No, grazie 2

Report a cura di Pierpaolo Scandurra
www.certificatiederivati.it


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