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Nel mercato dei certificati, a volte le opportunità più interessanti emergono proprio quando uno dei sottostanti entra in difficoltà. È il caso del Multi Cash Collect Certificate con Barriera di Vontobel, ISIN DE000VJ3HQY8, costruito su Netflix, Robinhood, Salesforce e Uber, che oggi presenta un profilo particolarmente interessante per chi cerca rendimento potenziale elevato e accetta una maggiore dose di rischio.
Il certificato offre infatti un premio mensile potenziale di 2,37 euro, pari al 28,44% annuo potenziale sul valore nominale, ed è attualmente caratterizzato da Netflix come worst-of del paniere. La barriera è fissata al 60% dei livelli iniziali e viene osservata soltanto a scadenza.
Ma il vero punto di forza della struttura, oggi, è un altro: il prezzo sul mercato secondario è ben sotto la pari. La debolezza di Netflix ha infatti compresso il valore del certificato, creando un potenziale extra rendimento in caso di recupero verso il valore nominale di 100 euro.
Netflix è il worst-of, ma i fondamentali restano solidi
Il sottostante da monitorare con maggiore attenzione è Netflix. La società è oggi il worst-of del basket e presenta una distanza dalla barriera di circa il 26%, inferiore rispetto a Salesforce e Robinhood e leggermente più contenuta anche rispetto a Uber.
È proprio qui che nasce l’interesse per il prodotto. La debolezza del titolo in Borsa non è stata accompagnata, finora, da un deterioramento altrettanto evidente del business. Netflix continua infatti a mostrare un profilo di crescita e redditività solido, elemento che rende il disallineamento tra prezzo del titolo e fondamentali particolarmente interessante da osservare.
In altre parole, non serve necessariamente ipotizzare un ritorno immediato di Netflix sui massimi. Può essere sufficiente che la pressione sul titolo si riduca e che il worst-of rimanga sopra le soglie previste, consentendo al certificato di continuare a pagare i premi.
Salesforce, Robinhood e Uber: il resto del basket tiene
Anche gli altri tre sottostanti presentano fondamentali interessanti.
Salesforce ha chiuso il secondo trimestre fiscale 2027 con ricavi pari a 11,3 miliardi di dollari, in crescita dell’11% su base annua, mentre il cRPO è salito del 14%. La società ha inoltre registrato un margine operativo GAAP del 20,5%.
Robinhood ha invece riportato nel secondo trimestre 2026 ricavi record per 1,31 miliardi di dollari, in crescita del 32% annuo, e un utile netto di 573 milioni. Anche i clienti finanziati e gli asset sulla piattaforma continuano a crescere.
Uber, infine, ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 12% a 14,2 miliardi di dollari, Gross Bookings in crescita del 24% e utile operativo GAAP in aumento del 30%. Il free cash flow degli ultimi dodici mesi ha inoltre superato per la prima volta i 10 miliardi di dollari.
Il quadro complessivo è quindi quello di un basket composto da società con business differenti, ma accomunate da una crescita ancora robusta. Il rischio resta concentrato soprattutto su Netflix, che al momento determina il profilo del certificato.
Prezzo sotto la pari: il secondo motore di rendimento
Qui entra in gioco l’aspetto probabilmente più interessante della struttura.
Il certificato è stato emesso con valore nominale pari a 100 euro, ma oggi quota significativamente sotto la pari. Questo significa che l’investitore non deve guardare soltanto alla cedola potenziale del 2,37% mensile.
Se il prodotto venisse rimborsato anticipatamente o arrivasse a scadenza con rimborso a 100, alla componente cedolare si aggiungerebbe infatti anche il recupero della differenza tra prezzo di acquisto e valore nominale.
La logica è quindi duplice: incassare premi potenziali molto elevati e, contemporaneamente, beneficiare di un eventuale recupero del certificato verso 100.
Naturalmente lo sconto non è gratuito: riflette proprio la maggiore pressione esercitata dal worst-of. Più Netflix si avvicina alla barriera, maggiore diventa il rischio per l’investitore.
Cedola del 2,37% e barriera al 60%
Il certificato riconosce un premio mensile potenziale di 2,37 euro. Per riceverlo è necessario che, alla relativa data di osservazione, tutti i sottostanti si trovino almeno al livello previsto dalla soglia bonus.
La barriera capitale è invece fissata al 60% degli strike iniziali e viene osservata esclusivamente alla scadenza del 18 gennaio 2028.
Questo significa che eventuali discese temporanee sotto la barriera durante la vita del certificato non determinano automaticamente una perdita del capitale. Ciò che conta è dove si troverà il worst-of alla valutazione finale.
Il prodotto dispone inoltre dell’effetto memoria, per cui eventuali cedole non pagate possono essere recuperate successivamente se le condizioni tornano a essere rispettate.
Una strategia per chi punta sulla stabilizzazione di Netflix
Il punto centrale del certificato è quindi piuttosto semplice.
Chi acquista direttamente Netflix deve generalmente sperare in un rialzo del titolo per ottenere un rendimento positivo. Con questa struttura, invece, lo scenario può essere più ampio: non serve necessariamente un forte recupero del titolo, ma può essere sufficiente che Netflix non continui a scendere in maniera significativa.
Se il worst-of riuscisse a stabilizzarsi, il certificato potrebbe continuare a distribuire le cedole mensili, mentre un eventuale recupero del sottostante potrebbe sostenere anche il prezzo del prodotto sul secondario.
È proprio qui che il prezzo sotto la pari assume valore: la correzione del titolo ha creato rischio, ma contemporaneamente ha aperto uno spazio potenziale di rendimento aggiuntivo.
I principali rischi per l’investitore
Il certificato è uno strumento complesso a capitale condizionatamente protetto. I principali rischi sono:
- Rischio worst-of: rendimento e rimborso dipendono dal sottostante con la performance peggiore.
- Rischio sul capitale: se a scadenza il worst-of è sotto la barriera, il rimborso segue la sua performance negativa, con possibili perdite anche rilevanti.
- Rischio emittente: cedole e rimborso dipendono dalla solidità di emittente e garante.
- Premi condizionati: le cedole vengono pagate solo se sono rispettate le condizioni previste.
- Rischio autocall: il rimborso anticipato può interrompere prima del previsto il flusso cedolare e creare rischio di reinvestimento.
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