EssilorLuxottica: fondamentali solidi, ma il prezzo resta in piena fase correttiva

Bruno Nappini Bruno Nappini - 28/08/2026 09:07

Venerdì 28 agosto 2026

EssilorLuxottica continua a essere una delle società europee più interessanti per qualità del business e capacità di innovazione. Il gruppo resta leader globale nell’occhialeria e nelle lenti, ma oggi il mercato guarda soprattutto a due motori di crescita: smart glasses e med-tech. Nel primo semestre 2026 l’utile operativo adjusted è salito del 15% a 2,75 miliardi di euro, mentre nel secondo trimestre i ricavi sono cresciuti dell’8,7% a cambi costanti. Le vendite degli AI glasses sviluppati con Meta sono quasi raddoppiate e la linea dedicata alla miopia è cresciuta del 24%.

Il tema più importante resta però quello degli smart glasses. La collaborazione con Meta continua ad ampliarsi, con Ray-Ban Meta, Oakley Meta, Meta Ray-Ban Display e una nuova collezione più accessibile a partire da 299 dollari. EssilorLuxottica sta quindi cercando di trasformare l’occhiale da semplice prodotto fashion o medicale in una vera piattaforma tecnologica, integrando AI, audio, display, sensori e servizi sanitari.

Ci sono tuttavia anche elementi che spiegano la debolezza recente del titolo. Il mercato continua a interrogarsi sulla redditività effettiva degli smart glasses e sulla velocità con cui questa nuova categoria potrà contribuire ai margini. A questo si sono aggiunte tensioni nella governance: Leonardo Maria Del Vecchio ha annunciato l’uscita dai ruoli manageriali dopo contrasti con l’amministratore delegato Francesco Milleri, elemento che ha riacceso l’attenzione sui rapporti interni a Delfin. Anche il tema privacy rappresenta un rischio regolamentare non trascurabile, soprattutto dopo la denuncia presentata in Germania contro i Ray-Ban Meta.

Sul grafico daily la situazione è molto meno brillante dei fondamentali. Il titolo quota circa 157,50 euro ed è inserito da aprile in un canale discendente molto regolare. La sequenza di massimi e minimi decrescenti non è stata ancora interrotta e il prezzo si trova nella metà inferiore del canale, praticamente appoggiato alla regressione lineare centrale che continua a mantenere inclinazione negativa.

Il tentativo di recupero sviluppato tra luglio e inizio agosto si è arrestato in area 172-176, senza riuscire ad avvicinare la parte superiore del canale. Da lì è ripartita una nuova pressione in vendita che ha riportato il titolo verso 157-158. Tecnicamente, quindi, non ci sono ancora elementi sufficienti per parlare di inversione.

Interessante invece il comportamento dell’Implied Volatility Rank. Dopo essere sceso su livelli estremamente bassi durante l’estate, l’indicatore sta risalendo verso area 38. La volatilità implicita sta quindi tornando ad aumentare proprio mentre il prezzo continua a indebolirsi: una combinazione che segnala maggiore domanda di protezione e un mercato che sta iniziando a prezzare più rischio.

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Analisi monetaria

Sulla scadenza dicembre il Put/Call ratio a 0,61 mostra una prevalenza complessiva delle call, ma il dato aggregato da solo è poco significativo. La discesa del titolo ha infatti portato Itm gran parte delle put presenti a mercato, che sono state progressivamente ricoperte con posizioni contrapposte in call e vendite di sottostante.

La conseguenza è una struttura più fragile di quanto suggeriscano i semplici totali: restano soltanto pochi strike realmente netti sul lato put e il riferimento più importante è area 160, che rappresenta il vero supporto monetario della scadenza.

Sotto 160 il mercato perde il principale presidio put ancora attivo e aumenta il rischio che le coperture diventino più pro-cicliche, con ulteriori vendite di sottostante in caso di nuova debolezza.

In sintesi, la scadenza dicembre non mostra una base difensiva ampia: area 160 è il livello chiave da monitorare, mentre sotto questa soglia la struttura degli Open Interest diventa sensibilmente più vulnerabile.

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Lo smile di volatilità resta inclinato verso le put: la volatilità minima è in area 170 intorno al 34%, mentre sulle put più Otm sale rapidamente oltre il 40%. Il mercato continua quindi a pagare soprattutto il rischio di ribasso, confermando la fragilità già emersa dagli Open Interest sotto area 160.

Sul lato call la volatilità risale solo gradualmente, segnale che il mercato prezza meno aggressivamente uno scenario di forte recupero rispetto a una nuova discesa.

A questi livelli privilegerei strategie definite a rischio limitato e che sfruttino la volatilità relativamente elevata sul lato put. Più interessanti quindi put spread a credito sotto i supporti, se si ritiene che area 160 possa essere recuperata e mantenuta, oppure call spread a debito in caso di conferma di recupero sopra 165-170. Eviterei invece acquisti nudi di put, perché lo skew rende la protezione ribassista costosa, e anche strutture troppo sbilanciate short gamma finché il prezzo resta sotto il principale supporto monetario.

Bruno Nappini by Sunnymoney

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