Nvidia trascina il tech, ma i mercati restano in attesa di Jackson Hole

Sante Pellegrino Sante Pellegrino - 27/08/2026 15:55

Le Borse europee navigano a vista in una seduta prudente, sospese tra l’entusiasmo per i numeri record di Nvidia e la cautela in vista del simposio della Federal Reserve a Jackson Hole. Gli investitori stanno digerendo i nuovi dati sull’inflazione statunitense e preferiscono attendere il messaggio di politica monetaria della Fed prima di assumere nuove posizioni di rischio.

L’Europa apre senza direzione: Euro Stoxx 50 in lieve rialzo, Parigi e Londra più deboli

L’indice di riferimento Euro Stoxx 50 ha aperto con un guadagno contenuto, intorno allo 0,16%, mentre il DAX tedesco ha segnato un progresso vicino allo 0,10%. Più in difficoltà il CAC 40 francese, in calo dello 0,18%, e il FTSE 100 britannico, negativo tra lo 0,28% e lo 0,39% nelle prime rilevazioni. Il FTSE MIB di Milano si è mosso intorno alla parità, con variazioni comprese tra lo 0,00% e il -0,04% all’apertura, a conferma di un mercato privo di una direzione netta.

Piazza Affari guarda al tech: STMicroelectronics e Prysmian in evidenza, Ferrari e Buzzi in affanno

A Milano il settore tecnologico ha preso il comando della seduta, sostenuto dalla reazione positiva ai risultati di Nvidia. STMicroelectronics ha guadagnato circa il 2,88%, mentre Prysmian ha registrato un rialzo del 2,42%. Tra le medie capitalizzazioni si sono distinte Technoprobe (+4,40%), LU-VE Group (+2,36%), WIIT (+2,31%) e Carel Industries (+2,01%). Sul versante negativo, invece, figurano Ferrari (-1,17%), Buzzi (-1,15%), DiaSorin (-0,95%) e Inwit (-0,89%), mentre nel segmento MidCap GVS ha perso il 2,53% e D’Amico International Shipping l’1,68%.

Wall Street chiude in negativo, ma i future indicano una ripresa guidata dal tech

Nella seduta precedente, gli indici statunitensi hanno chiuso in territorio negativo: il Dow Jones ha ceduto lo 0,21%, il Nasdaq Composite lo 0,08% e l’S&P 500 lo 0,02%. I future, tuttavia, segnalano un avvio più costruttivo per la giornata odierna, grazie alla spinta del comparto tecnologico dopo i risultati di Nvidia. Il mercato resta comunque sensibile all’evoluzione dei rendimenti obbligazionari: tassi più elevati tendono a penalizzare soprattutto i titoli growth, le cui valutazioni dipendono in misura maggiore dagli utili attesi negli anni futuri.

Nvidia strappa un trimestre record: ricavi a 96,2 miliardi, Data Center a 89 miliardi

Nvidia ha comunicato un altro trimestre eccezionale, confermando la forte domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. I ricavi del secondo trimestre fiscale 2027 (chiuso il 26 luglio 2026) sono arrivati a 96,2 miliardi di dollari, in aumento del 106% su base annua e del 18% rispetto al trimestre precedente. La divisione Data Center ha generato circa 89 miliardi di dollari, pari a oltre il 92% del fatturato complessivo e in crescita del 117% anno su anno.

La guidance supera le attese, ma i margini e la Cina restano fattori da monitorare

Per il prossimo trimestre, Nvidia prevede ricavi intorno a 108 miliardi di dollari, sopra le stime del consenso, e indica una crescita annuale dei ricavi per il fiscal 2028 vicina al 70%, ben oltre il 44% atteso dal mercato. La guidance non include vendite di chip per data center alla Cina, elemento che evidenzia il peso delle restrizioni commerciali e tecnologiche nei conti del gruppo. Il margine lordo del trimestre si è attestato intorno al 75%, mentre per il periodo successivo è attesa una moderata compressione, anche a causa dell’aumento dei costi della memoria HBM e di altri componenti.

Free cash flow in crescita anno su anno, ma in calo rispetto al trimestre precedente

Un elemento da monitorare è il free cash flow, pari a circa 21,3 miliardi di dollari nel trimestre. Il dato è cresciuto su base annua, ma è diminuito rispetto al trimestre precedente, anche per effetto dell’incremento dei crediti commerciali e delle scorte. Questo profilo suggerisce che, pur in un contesto di domanda strutturale molto forte per l’AI, la gestione della liquidità operativa e dei costi di produzione sarà cruciale per sostenere la redditività futura.

Nvidia sul grafico: consolidamento post-earnings, supporto chiave a 210 dollari

Sul piano tecnico, Nvidia si trova in una fase di consolidamento dopo i risultati superiori alle attese, avendo chiuso la seduta regolare di mercoledì 26 agosto in area 209,66–210,00 dollari per poi guadagnare circa il 7% in pre-market giovedì 27 agosto, portandosi intorno a 224–225 dollari. I livelli di supporto principali sono 210,00 dollari (chiusura pre-earnings e soglia psicologica), 208,48 dollari (chiusura del 24 agosto) e 207,25 dollari (minimo del 24 agosto); a scendere, i supporti strategici sono 200,00 dollari (area di accumulo storica) e 195,00 dollari, la cui rottura segnalererebbe un’inversione del trend rialzista di medio periodo. Le resistenze chiave sono 214,73 dollari (massimo del 25 agosto), 218,40–218,75 dollari (massimi recenti) e 225,00 dollari (livello pre-market post-earnings); oltre questa soglia, i target tecnici si estendono a 231,17 dollari (proiezione conservativa 12 mesi), 267,05 dollari (target medio analisti 12 mesi) e 308,02 dollari (scenario ottimistico).

Il titolo sopra le medie mobili: RSI neutrale-rialzista, MACD positivo e volumi elevati

Il titolo si colloca sopra le principali medie mobili a breve e medio termine, con RSI(14) in area neutrale-rialzista (55–60 punti), MACD in incrocio rialzista sul timeframe giornaliero e volumi after-hours/pre-market eccezionalmente elevati, a conferma dell’interesse istituzionale. La struttura dei prezzi mostra una formazione di continuazione del trend rialzista, con Higher Low a 207,25 dollari (24 agosto), Higher High a 214,73 dollari (25 agosto), consolidamento in area 210,00–213,60 dollari (26 agosto) e breakout post-earnings verso 225,00 dollari (pre-market 27 agosto). In caso di conferma del breakout sopra 225,00 dollari, le proiezioni tecniche indicano target a 231,00 dollari (resistenza storica), 250,00 dollari (estensione di Fibonacci 161,8%) e 267,00 dollari (in linea con il target medio analisti 12 mesi). Lo scenario rialzista (probabilità ~60%) si attiva con rottura confermata sopra 225,00 dollari e volumi elevati, target 231,00–250,00 dollari, stop loss 210,00 dollari e catalyst positivi nella guidance superiore alle attese, domanda strutturale di AI e momentum del settore semiconduttori. Lo scenario ribassista (~30%) si attiva con fallimento della rottura e ritorno sotto 210,00 dollari, target 207,25–200,00 dollari, stop loss 218,75 dollari e rischi legati a compressione dei margini, free cash flow debole, restrizioni commerciali verso la Cina e volatilità macro. Lo scenario laterale (~10%) prevede consolidamento in range 210,00–225,00 dollari con strategia di trading di range per 2–4 settimane.

Spread BTP-Bund stabile intorno a 80 punti, rendimenti in attesa della Fed

Sul mercato obbligazionario, lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi a dieci anni si mantiene vicino a 80 punti base. Il rendimento del BTP decennale oscilla intorno al 4,03–4,05%, mentre la stabilità del differenziale suggerisce, almeno nella prima parte della seduta, l’assenza di un significativo deterioramento della percezione del rischio italiano. La direzione dei rendimenti resterà tuttavia legata alle aspettative sulle banche centrali e all’andamento dei titoli di Stato statunitensi, in particolare in vista del discorso del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole.

Petrolio in calo per timori sulla domanda, oro stabile sopra i 4.500 dollari

Il petrolio si muove in ribasso: il WTI viene indicato intorno a 80,67 dollari al barile, con una flessione di circa l’1,90%, mentre il Brent si colloca intorno a 86,7 dollari. La debolezza del greggio riflette soprattutto i timori sulla domanda globale e la sensibilità degli operatori alle prospettive di crescita economica. L’oro resta invece su livelli elevati, in area 4.595–4.652 dollari l’oncia, con variazioni contenute e non perfettamente uniformi a seconda dell’orario e della fonte. La quotazione del metallo prezioso continua a beneficiare dell’interesse per gli asset difensivi e, potenzialmente, di un dollaro meno forte; alcune analisi tecniche individuano nella soglia dei 5.000 dollari un possibile obiettivo psicologico di medio periodo, ma si tratta di uno scenario e non di una previsione certa.

Forex stabile e tre temi chiave per la giornata: Fed, ciclo AI e livelli tecnici

Il cambio EUR/USD oscilla tra 1,1646 e 1,1654, sostanzialmente stabile rispetto alla vigilia, mentre la coppia USD/JPY si mantiene in area 159,31–159,37. Il dollaro resta condizionato dal confronto tra inflazione, rendimenti e aspettative sui tassi della Federal Reserve, mentre per l’euro saranno rilevanti le indicazioni contenute nei verbali dell’ultima riunione della BCE. La seduta presenta tre temi principali: il tono della Federal Reserve a Jackson Hole, con un messaggio più restrittivo che potrebbe sostenere dollaro e rendimenti esercitando pressione su Nasdaq e titoli growth, e uno più accomodante che potrebbe favorire azioni tecnologiche, oro e obbligazioni; la sostenibilità del ciclo dell’intelligenza artificiale, dove i risultati di Nvidia confermano una domanda eccezionale ma la compressione dei margini, il free cash flow e le restrizioni verso la Cina richiedono un’analisi selettiva dei titoli del comparto; e la conferma dei livelli tecnici, con il FTSE MIB chiamato a mantenere i supporti di breve periodo e il Nasdaq sensibile alle indicazioni della Fed per definire la prossima fase di mercato.

Outlook: mercati in pausa d’attesa, il rischio principale è un messaggio hawkish della Fed

I mercati finanziari del 27 agosto 2026 si muovono in una fase di attesa: le Borse europee sono poco mosse, Piazza Affari oscilla intorno alla parità, mentre Nvidia sostiene il comparto tecnologico internazionale con risultati trimestrali ancora in forte crescita. Il principale rischio di breve termine è rappresentato da un messaggio restrittivo della Federal Reserve a Jackson Hole, soprattutto dopo i dati sull’inflazione USA; al contrario, indicazioni favorevoli a una politica monetaria più flessibile potrebbero riattivare la propensione al rischio.

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