La seduta di oggi, 12 giugno, sarà probabilmente condizionata da due temi principali: il possibile accordo USA-Iran, da valutare però nei dettagli, e l’annuncio della più grande IPO di sempre.
La mia impressione è che il mercato possa inizialmente prezzare questi eventi in modo favorevole, soprattutto se l’accordo geopolitico verrà percepito come credibile. In quel caso potremmo vedere una riduzione del premio al rischio, petrolio più debole, volatilità in compressione e maggiore propensione verso l’azionario.
Resta però fondamentale capire la qualità della notizia. Un accordo senza dettagli chiari potrebbe generare solo una reazione emotiva di breve periodo, più che un vero cambio strutturale del sentiment.
Anche la grande IPO può sostenere il clima risk-on, in particolare su Nasdaq, tecnologia, AI, spazio e semiconduttori. Allo stesso tempo, un’operazione di queste dimensioni può assorbire molta liquidità e creare rotazioni interne, soprattutto sui titoli growth già molto tirati.
In sintesi, il mercato potrebbe partire bene, ma la vera conferma arriverà solo dalla qualità dei flussi: VIX in discesa, petrolio debole, partecipazione ampia e non solo entusiasmo concentrato su pochi titoli.
La mia lettura è quindi positiva nel brevissimo, ma prudente: oggi non conterà solo vedere gli indici salire, ma capire se il movimento sarà sostenuto da vera riduzione del rischio o solo da una fiammata speculativa.
Analisi grafica: S&P500 e Nasdaq
S&P500 e Nasdaq mantengono una struttura di fondo ancora costruttiva, ma entrambi stanno attraversando una fase di verifica dopo il forte movimento rialzista partito dai minimi di aprile.
Sull’S&P500 il prezzo ha perso spinta nella parte alta del canale e sta consolidando dopo il rientro dai massimi. La tendenza primaria non appare ancora compromessa, ma il mercato non mostra più la stessa linearità della fase precedente. L’area attuale diventa quindi uno spartiacque: il recupero dei massimi recenti riattiverebbe momentum rialzista, mentre una rottura dei minimi delle ultime sedute aprirebbe a un raffreddamento più profondo.
Il Nasdaq presenta una dinamica simile, ma con maggiore estensione precedente e quindi con un eccesso rialzista più evidente. Il trend resta positivo, però il violento rientro dai massimi segnala che una parte del mercato ha iniziato a scaricare posizioni dopo una salita molto verticale. La reazione delle ultime sedute è ancora disordinata e necessita di conferme.
Gli oscillatori inferiori confermano questa lettura: la pressione rialzista resta presente, ma ha perso intensità. Il delta positioning, pur ancora in area positiva, mostra una fase di scarico e minore qualità del flusso rispetto alla salita precedente.
In sintesi, S&P500 e Nasdaq restano impostati positivamente, ma non sono più in piena accelerazione pulita. Oggi il mercato potrà beneficiare del clima risk-on legato ad accordo USA-Iran e grande IPO, ma la conferma dovrà arrivare dalla capacità dei prezzi di recuperare forza senza produrre nuovi falsi breakout. La lettura resta moderatamente positiva, ma con attenzione alla qualità dei flussi e alla tenuta dei supporti di breve.

Analisi monetaria sulla Trimestrale Giugno
La struttura monetaria conferma un mercato ancora impostato in modalità costruttiva, ma ormai posizionato nella parte alta della distribuzione.
Sull’S&P500 il prezzo lavora in area 7386, quindi appena sopra la fascia Va+40, che rappresenta il primo livello di momentum rialzista e di conferma della pressione call. La distribuzione mostra una netta prevalenza della componente rialzista sopra 7375/7400, con ulteriore estensione verso 7500 e soprattutto 7550/7600, dove si concentrano importanti livelli di esposizione. L’area Va+80 si colloca invece intorno a 7625, zona di potenziale eccesso rialzista, dove il mercato potrebbe iniziare a trovare maggiore resistenza monetaria.
Il rischio principale sull’S&P500 si attiverebbe sotto area 7200, che coincide con Va-40 e con una zona dove ricompare pressione put e quindi possibile aumento dell’attività di hedging difensivo. Finché il prezzo resta sopra 7375, la struttura resta favorevole; sotto 7200 cambierebbe invece la qualità del flusso.
Sul Nasdaq la situazione è simile ma più estesa. Il prezzo lavora intorno a 29350, sopra la Va+40 posta in area 29000. Questo indica che il mercato è già entrato in una zona di momentum rialzista, ma non ancora in pieno eccesso, che si colloca più in alto, verso area 30600/30700. La distribuzione resta positiva nella parte alta, ma il Market Exposure appare meno profondo rispetto all’S&P500 e quindi potenzialmente più sensibile a rotazioni improvvise.
Sul Nasdaq il primo livello di rischio è il ritorno sotto 29000. Sotto questa soglia il mercato perderebbe la fascia di momentum e potrebbe rientrare verso 28000, dove si vede una prima area di esposizione negativa significativa. La zona 27000 resta invece il vero livello di rischio più strutturale, coerente con Va-40 e con un possibile incremento delle coperture ribassiste.
In sintesi, S&P500 e Nasdaq restano sostenuti da una struttura monetaria positiva, con prezzi sopra le rispettive aree Va+40. Il mercato non è ancora in pieno eccesso, ma si trova già in una zona dove la qualità dei flussi diventa decisiva. Finché i prezzi rimangono sopra 7375/7400 su S&P500 e sopra 29000 su Nasdaq, il posizionamento resta favorevole al rischio. La perdita di queste aree aprirebbe invece a un rientro tecnico e a un possibile aumento dell’hedging difensivo.

Bruno Nappini by Sunnymoney