Novità dall?Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT): anche quest?anno aumenta l?aspettativa di vita, cioè il numero medio di anni che uomini e donne possono attendersi di vivere in Italia.
Il che non è il massimo per i lavoratori, visto che questa soglia è alla base del calcolo della pensione.
Vediamo infatti cosa comporta l'incremento della speranza di vita rilevato dall'ISTAT, e cosa fare.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Lavoro e Diritti.
Pensioni, la speranza di vita aumenta di nuovo: la conferma dall'ISTAT
Sono ancora dati provvisori, da confermare ufficialmente verso dicembre. Però difficilmente le stime definitive si discostino molto da quanto recentemente pubblicato dall?ISTAT.
Le nuove tabelle indicano che l?età per la pensione di vecchiaia continuerà a salire, superando i 67 anni e 3 mesi già previsti per il biennio 2027-2028.
Nel 2025, la speranza di vita a 65 anni ha raggiunto 21,4 anni, rispetto ai 21,3 del 2024, segnando un aumento di circa un mese mesi. Nel complesso, dopo il calo registrato durante la pandemia, la speranza di vita è cresciuta di circa 1,4 anni dal 2020.
Quindi, sì, si vive sempre più a lungo, il che è certamente una buona notizia sul piano personale. Non lo è sul piano previdenziale, visto che il nostro sistema prevede che questo tempo extra venga in gran parte trascorso al lavoro.
Cosa comporta l'aumento dell'aspettativa di vita per i lavoratori
C'è da dire che il solo dato sulla speranza di vita reso noto dall?ISTAT non basta per determinare automaticamente il prossimo aumento dell?età pensionabile.
Per gli adeguamenti, sottolinea Money.it, verranno confrontate le speranze di vita del biennio 2023-2024 con quelle del 2025-2026. Il dato attuale, quindi, è ancora parziale, ma già indica chiaramente la direzione: un possibile incremento di tre mesi nel biennio 2029-2030, con un aumento graduale anche negli anni successivi.
Il rischio è che si attivi appunto un nuovo rialzo dei requisiti previdenziali, come già previsto dalla Manovra di Bilancio 2026.
Per chi non lo sapesse ancora, dal 2027 scatterà un aumento di un mese, seguito da un ulteriore incremento di due mesi nel 2028. Lo prevede il meccanismo che lega l?età pensionabile all?andamento della speranza di vita oltre i 65 anni, tuttora vigente e praticamente rimasto inalterato negli ultimi anni.

Cosa fare in questi casi
Sostanzialmente c'è poco da fare in questi casi. Se il dato dell?ISTAT verrà confermato, il meccanismo sopramenzionato porterà l?età pensionabile sempre più in avanti.
Lasciando dunque al Governo l'onere di introdurre eventuali correttivi per rendere il sistema meno rigido.
Ovviamente se ne avrà la possibilità.
L?esecutivo Meloni è già intervenuto proprio in Manovra, escludendo dagli adeguamenti i lavoratori impiegati in attività gravose e usuranti (quelli da Ape Sociale, per intenderci, con almeno 30 anni di contributi versati).
Ma si tratta di piccole modifiche. Senza riforme strutturali, l?incremento della speranza di vita si tradurrà inevitabilmente in un progressivo rinvio dell?uscita dal lavoro.
Come "exit strategy" ci sarebbero le opzioni anticipatorie, ma ormai sono rimaste poche soluzioni: pensione anticipata, Ape Sociale, pensione anticipata contributiva, l'isopensione.
Tutte misure che sono comunque legate all?adeguamento della speranza di vita. E che, nel lungo periodo, diventeranno sempre più difficili da raggiungere a causa dell?aumento dei requisiti.
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