Anche quest'anno chi abita in un condominio può fare domanda per il bonus acqua.
Non tutti sanno che il beneficio può essere riconosciuto anche a chi vive in condominio e usufruisce di una fornitura idrica centralizzata.
A patto ovviamente di avere i requisiti previsti: vediamo infatti come funziona, quali sono i requisiti, e soprattutto come richiederlo.
Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di ARERA.
Come funziona il bonus acqua 2026 per chi vive in condominio
Agevolazione gestita dall?Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), il bonus acqua consiste in uno "sconto" destinato alle famiglie che si trovano in una situazione di disagio economico.
E come detto sopra, oltre alle utenze domestiche dirette, la misura riguarda anche gli utenti che ricevono il servizio attraverso forniture condominiali centralizzate, appunto utenze indirette.
Ma rispetto alle utenze dirette, per quelle indirette il beneficio non viene applicato direttamente in bolletta: "viene erogato del Gestore idrico territorialmente competente, con assegno o altra modalità extra-bolletta individuata dal medesimo Gestore intestato al soggetto dichiarante della DSU", si legge sul sito dell'Autorità.
Tra l'altro, diversamente da altri bonus sociali, l?aiuto non si traduce semplicemente in una riduzione generica della spesa, ma garantisce l?accesso a una quantità minima di acqua ritenuta indispensabile per assicurare condizioni di vita dignitose.
Nel dettaglio, per ciascun componente del nucleo familiare viene riconosciuta una quota pari a 50 litri d?acqua al giorno, equivalenti a 18,25 metri cubi all?anno.
A titolo d'esempio, per una famiglia composta da quattro persone il bonus arriva a coprire complessivamente 73 metri cubi di consumo idrico nell?arco di dodici mesi.

Quali sono i requisiti del bonus
Il primo requisito fondamentale riguarda l?ISEE. Per il 2026, il bonus acqua spetta ai nuclei familiari con un ISEE non superiore a 9.796 euro annui.
La soglia sale invece fino a 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli fiscalmente a carico.
Oltre a ciò, il nucleo familiare beneficiario deve risiedere in un immobile servito da una fornitura idrica condominiale attiva, che deve risultare destinato all?abitazione principale.
C?è poi un ulteriore requisito: almeno un componente del nucleo familiare deve essere intestatario di una fornitura elettrica residente attiva.
Come richiedere il bonus nel 2026
Come avviene per gli altri bonus sociali, anche per questa misura il principale adempimento richiesto ai cittadini consiste nella presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all?INPS.
Ricordiamo che la DSU può essere compilata rivolgendosi a un CAF o a un Patronato autorizzato, oppure online tramite la piattaforma dedicata alla Precompilata ISEE.
Una volta acquisita la DSU, sarà l?INPS a trasmettere automaticamente le informazioni relative al nucleo familiare al Sistema Informativo Integrato (SII), che provvederà a verificare la presenza di un?utenza attiva, compresi i casi di fornitura centralizzata condominiale, autorizzando successivamente il riconoscimento del bonus (l?erogazione dell?agevolazione avviene infatti in maniera completamente automatica).
A sua volta, dato che la bolletta idrica è intestata al condominio, e che quindi lo sconto non può comparire sulla fattura personale dell'utente, sarà il gestore del servizio idrico a comunicare l?avvenuto riconoscimento del bonus attraverso una comunicazione inviata direttamente all?interessato.
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