Pensioni, ok dall'INPS: scatta l'esenzione totale IRPEF, ma solo per questi trattamenti

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 11/06/2026 10:15

Era nell?aria da oltre un mese e ora è arrivata la conferma ufficiale: con il messaggio n. 1943 del 10 giugno 2026, l?INPS ha definito le modalità operative per ottenere l?esenzione totale dall?IRPEF nel caso di alcune tipologie di pensione.

Infatti non è un via libera per tutti i titolari di pensioni INPS: solo alcuni "fortunati" potranno beneficiare di questa esenzione fiscale, a patto di fare domanda come si deve, se non si vuole perdere il lauto risparmio che ne consegue.

Vediamo dunque a chi spetta l'esenzione, come fare domanda e soprattutto quanto si risparmia.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Avvocati Maiella e Carbutti.

A chi spetta l'esenzione totale dell'IRPEF nelle pensioni INPS

Era già stato reso noto nella circolare INPS n. 51 del 30 aprile 2026, che ha recepito un orientamento giurisprudenziale consolidato e ampliato l?ambito di applicazione del beneficio fiscale.

In pratica, l'esenzione totale dell'IRPEF riguarda i trattamenti pensionistici riconosciuti alle vittime del dovere, ai soggetti equiparati e ai loro familiari superstiti, "anche se non correlati all?evento che ha dato luogo allo status di vittima del dovere o di equiparato a vittima del dovere", spiega l'ente previdenziale.

E senza distinzioni interne: a decorrere dall?anno di imposta 2026 avranno l'esenzione tutti i trattamenti pensionistici "di prima liquidazione o quelli già liquidati dall?INPS, anche con gli istituti del cumulo, della totalizzazione e del computo in Gestione separata dei periodi assicurativi".

A prescindere, è essenziale presentare quanto prima la domanda, altrimenti il beneficio non potrà essere attivato.

Come fare domanda per l'esenzione

Per accedere all?agevolazione è necessario presentare una domanda di pensione oppure una richiesta di ricostituzione documentale finalizzata al riconoscimento dell?esenzione fiscale.

All?interno della richiesta, "l?interessato deve dichiarare di essere vittima del dovere o equiparato e indicare gli estremi del relativo decreto di riconoscimento dello status", spiega l'INPS.

Nel caso dei familiari superstiti, è richiesta un?autocertificazione che attesti la condizione di superstite di vittima del dovere o di soggetto equiparato, accompagnata dagli estremi del provvedimento di riconoscimento.

Fa sapere sempre l'ente, al momento è in fase di aggiornamento la procedura telematica, quella che consentirà di richiedere direttamente l?esenzione con la domanda di pensione.

Fino al completamento del sistema, è comunque possibile inoltrare la domanda tramite la procedura di "Ricostituzione per motivi documentali ? esenzione fiscale vittime del dovere?.

Occorrerà presentare la domanda attraverso il portale INPS, utilizzando SPID, CIE, CNS o credenziali eIDAS. Si può comunque provvedere tramite gli istituti di patronato autorizzati.

Quanto si risparmia con l'esenzione fiscale

Non poco, constatando il fatto che praticamente l?INPS non effettuerà più la trattenuta IRPEF direttamente sul cedolino pensionistico.

A seconda della pensione lorda annua complessiva, il beneficio può arrivare fino a circa 350 euro netti in più al mese, pari a circa 4.600 euro annui per i trattamenti fino a 20.000 euro lordi annui.

Mentre per le pensioni fino a 30.000 euro lordi annui, si può arrivare fino a circa 540 euro netti mensili, ovvero circa 7.060 euro annui.

Nei casi di trattamenti più elevati, il risparmio cresce ulteriormente, arrivando fino a circa 1.080 euro netti al mese per pensioni da 50.000 euro lordi annui, pari a circa 14.060 euro complessivi all?anno.

Decisamente meglio rispetto al semplice taglio del cuneo come promosso in questi anni.

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