Bonus casa, c'è tempo fino al 31 dicembre per richiederli: ecco cosa bisogna fare

Niccolò Mencucci Niccolò Mencucci - 13/08/2026 10:15

Bonus casa, c'è tempo fino al 31 dicembre per richiederli: ecco cosa bisogna fare

Puoi ancora approfittare dei bonus e delle agevolazioni fiscali per la casa, ma devi fare in fretta.

C'è tempo fino al 31 dicembre per richiederle, poi tutto cambierà: a meno che non intervengano nuove misure con la prossima Legge di Bilancio, dal 1 gennaio 2027 le detrazioni fiscali sugli immobili subiranno un taglio drastico.

Vediamo allora quali sono gli incentivi a cui puoi ancora accedere, quali lavori sono ammessi e come presentare la domanda.

Per saperne di più in merito all'argomento, consigliamo di approfondire al meglio la questione con questo video YouTube, con ringraziamento al canale di Missione Casa.

I principali bonus casa che puoi richiedere entro il 31 dicembre 2026

Tra i più importanti abbiamo il bonus ristrutturazioni, che fino alla fine del 2026, prevede un'aliquota di detrazione al 50% se i lavori riguardano l?abitazione principale, e al 36% per le seconde case. In entrambi i casi il calcolo viene fatto su un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

A seguire abbiamo l'Ecobonus, che mantiene fino al 31 dicembre 2026 le medesime percentuali del bonus ristrutturazioni, ossia il 50% per la prima casa e il 36% per le seconde case.

Altra agevolazione che puoi richiedere è il Sismabonus, che prevede le stesse aliquote del bonus ristrutturazioni, vale a dire il 50% per l'abitazione principale e il 36% per le altre, sempre entro la soglia dei 96.000 euro di spesa.

Infine c'è il bonus mobili, la detrazione IRPEF pari al 50% calcolata su un importo massimo di 5.000 euro, valida indistintamente sia per la prima casa sia per la seconda.

Quali sono i lavori che si possono coprire con i bonus casa in scadenza

Se parliamo di bonus ristrutturazioni, per ottenere il beneficio occorre portare in detrazione interventi come il rifacimento degli impianti idrici, elettrici o del gas, la sostituzione di pavimenti e infissi quando non è finalizzata al risparmio energetico, oppure le opere di manutenzione sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Per quanto riguarda l'Ecobonus, i lavori devono puntare al miglioramento dell'isolamento termico o alla sostituzione degli impianti esistenti. Sono dunque ammessi gli interventi sull'involucro dell'edificio, l'installazione di pannelli solari e schermature, oltre alla sostituzione dei sistemi di climatizzazione.

Nel caso del Sismabonus, sostanzialmente le opere devono essere destinate alla messa in sicurezza dell'edificio contro il rischio sismico.

Per accedere al bonus mobili, invece, è indispensabile aver avviato un intervento di recupero edilizio sulla casa (a meno che non si tratti di un condominio).

Solo in presenza di questo cantiere si possono detrarre gli acquisti di arredi come letti, armadi, tavoli, divani, oppure di elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni, purché appartengano a una classe energetica elevata.

Come richiederli entro la scadenza del 31 dicembre

Trattandosi tutte quante di agevolazioni fiscali, per richiederle occorre compilare la Dichiarazione dei Redditi, in particolare il Quadro E.

Per il bonus ristrutturazioni e per il Sismabonus vanno compilati i righi da E41 ad E43 della Sezione III A per indicare le spese e gli interventi, mentre i righi da E51 ad E53 della Sezione III B servono per inserire i dati catastali dell'immobile.

Per il bonus mobili occorre compilare la Sezione III C, inserendo gli importi spesi al rigo E57. Mentre per l'Ecobonus e i lavori di riqualificazione energetica la parte interessata è la Sezione IV, dove si utilizzano i righi E61 ed E62 per specificare il codice del singolo intervento e la somma versata.

Piccolo promemoria: dato il rischio di controlli, è bene conservare documenti come il bonifico parlante e le varie abilitazioni edilizie (CILA, SCIA). Inoltre, nel caso dell'Ecobonus, occorre inviare la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, così da non rischiare la perdita dell'agevolazione.

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