Il mercato auto europeo cresce del 5,3%. In Italia il settore è il peggiore.

Redazione Traderlink Redazione Traderlink - 25/09/2026 11:40

Il mercato auto europeo cresce del 5,3%. In Italia il settore è il peggiore.

Le immatricolazioni UE salgono trainate da elettriche e ibride, BYD supera Tesla nei volumi, Volkswagen rallenta. Intanto il comparto auto è l’ultimo tra i settori di Piazza Affari. Ma la funzione “Campione tra i Campioni” di Visual Trader Online mostra che al suo interno la distanza tra il primo e l’ultimo supera i 68 punti.

Il paradosso della settimana

I dati sul mercato automobilistico europeo dicono una cosa: le immatricolazioni UE crescono del 5,3%, trainate da elettriche e ibride. Nel frattempo BYD supera Tesla per volumi e Volkswagen rallenta.

Eppure, guardando la funzione Campione tra i Campioni di Visual Trader Online sui settori italiani, il comparto FTSE IT Automobili e Componentistica si trova all’ultimo posto assoluto: a settembre 2026 vale 79,8 su base 100 di dodici mesi fa. Tradotto: -20,2% in un anno.

Campioni tra i campioni - Settori Italia (Visual Trader Online)

Visual Trader Online - Campione tra i campioni tra i settori di Borsa Italiana, Ftse Mib Automobili e Componentistica al'ultimo posto.

Il mercato azionario non prezza quante auto vengono vendute. Prezza quanto profitto genereranno quelle vendite negli anni futuri. E in questo momento i due numeri stanno andando in direzioni opposte, per tre ragioni che si sommano:

  • Il mix sta cambiando. La crescita è trainata da elettriche e ibride, non dalle motorizzazioni tradizionali. Chi ha investito per tempo nella transizione raccoglie; chi è in ritardo vende comunque, ma con margini compressi dai costi di conversione.
  • La concorrenza cinese comprime i prezzi. Il sorpasso di BYD su Tesla nei volumi non è solo una notizia di classifica: significa che un produttore con struttura di costo diversa sta guadagnando quote su scala globale. Quando entra un concorrente capace di vendere a meno, il margine di tutti si riduce.
  • Il capitale richiesto è enorme. Elettrificazione, software di bordo, guida assistita, nuove piattaforme: la transizione assorbe cassa oggi per generare ricavi domani. E il mercato penalizza la spesa finché non vede il ritorno.

Campione tra i Campioni: come funziona in due passaggi

La funzione è costruita per rispondere a una domanda semplice in pochi secondi: dove conviene guardare?

Primo passaggio. Un unico grafico mostra tutti i settori di Borsa Italiana sovrapposti sulla stessa scala normalizzata, con ogni linea che rappresenta un comparto e ogni punto un mese. Basta uno sguardo per vedere chi sale e chi scende — e per individuare, come in questo caso, chi sta all’ultimo posto.

Secondo passaggio. Cliccando sul settore si apre il dettaglio: gli stessi titoli che lo compongono, sovrapposti con lo stesso metodo. Ed è qui che il quadro si ribalta.

Aprendo il dettaglio del comparto Automobili e Componentistica, la distanza tra i titoli è impressionante:

  • Pirelli (grafico viola) chiude il periodo attorno a 116 — cioè +16% in dodici mesi;
  • Ferrari (grafico giallo) si ferma attorno a 88 — circa -12%;
  • Stellantis (grafico fucsia) arriva a 48,3 — circa -51,7%.

Il mercato auto europeo cresce del 5,3%. In Italia il settore è il peggiore. 1

Titoli del mercato Italiano, del settore auto e componentistica, il peggiore è Stellantis.

Tra il migliore e il peggiore ci sono quasi 68 punti di distanza. Stesso settore, stesso Paese, stessi dodici mesi.

Il percorso di Stellantis è particolarmente netto: il titolo sale fino a 121 a dicembre 2025, poi inizia una discesa che non si ferma più — 77 a marzo, un rimbalzo a 88 in maggio, e da lì il crollo finale fino ai livelli attuali. È la conferma grafica di quanto avevamo raccontato nel report dedicato al titolo, quando aveva toccato i minimi dal 2016 con un TLR a 1.

Ferrari, che pure appartiene a un segmento diverso, chiude comunque sotto la parità — a dimostrazione che nemmeno il posizionamento premium ha protetto completamente.

Pirelli e Stellantis non fanno lo stesso mestiere

Stellantis produce automobili. È esposta in pieno a tutto quello che stiamo descrivendo: volumi, margini, costi della transizione elettrica, concorrenza cinese, capacità produttiva da riorganizzare. Ogni elemento negativo del settore la colpisce direttamente.

Pirelli produce pneumatici. E gli pneumatici hanno una caratteristica che cambia tutto: si consumano. Un automobilista li sostituisce ogni due o tre anni indipendentemente dal fatto che compri un’auto nuova. Anzi, più auto circolano — anche se elettriche, anche se cinesi — più pneumatici servono.

È la differenza tra un business legato alla vendita di un bene durevole e uno legato al consumo ricorrente. Il primo soffre quando il ciclo si inceppa; il secondo continua a incassare. 

Il metodo, riassunto

Quello che abbiamo appena fatto sono due click:

  • Guardare la mappa dei settori per capire dove si concentra la forza e dove la debolezza
  • Entrare nel settore per vedere chi, al suo interno, si comporta diversamente dalla media

Di solito il metodo si usa per trovare il campione del settore migliore. Ma funziona altrettanto bene al contrario — e forse è lì che serve di più: nel settore peggiore, individuare chi sta resistendo.

Per chi segue i mercati con attenzione, la lezione è semplice e si applica ovunque: un settore in difficoltà non rende tutti i suoi titoli un cattivo investimento, così come un settore in crescita non li rende tutti buoni. La media di un comparto è solo una media.

Ed è per questo che avere Campione tra i Campioni sulla propria dashboard significa poter passare in due click dalla mappa dei settori al singolo titolo — che nelle fasi di trasformazione industriale, come quella che l’automobile sta vivendo adesso, è l’unica scala a cui le differenze diventano visibili.

Perché un settore è una media. E dentro ogni media ci sono sempre un primo e un ultimo. Chi ha gli strumenti giusti per distinguerli ha sempre un piccolo, decisivo vantaggio.

(Redazione)

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