Azimut chiude il 2025 con risultati da record, superando tutti gli obiettivi e ponendo basi solide per una nuova fase di espansione nel 2026. Raccolta netta a 32,1 miliardi di euro (+1,8 volte sul 2024) e utili sopra i 515 milioni, la miglior performance nella storia del gruppo.
Risultati 2025 da primato
Il percorso di crescita non si ferma sul mercato nazionale. Solo a dicembre 2025 Azimut ha raccolto più di 14 miliardi di euro, includendo le acquisizioni di North Square Investments negli USA e Knox Capital in Brasile. Questo porta la raccolta netta annuale a 32,1 miliardi, superando il target 28–31 miliardi e segnando un +180% sul 2024 e +370% sul 2023.Inoltre, il Gruppo ha esteso le proprie attività in Marocco, investendo in Red Med Capital, e ha ottenuto l’autorizzazione a operare in Arabia Saudita.
Le masse totali raggiungono 140,9 miliardi di euro (+31% annuo), con una performance media ponderata netta cumulata del 27,8% dal 2019. L’utile netto supera i 515 milioni di euro, confermando la redditività strutturale del modello industriale del gruppo.
Obiettivi futuri ambiziosi e dividendi
Alessandro Zambotti, CEO e CFO, ha annunciato target record per il 2026: 10 miliardi di raccolta netta e 550 milioni di utile netto (al netto di componenti straordinarie). “Questo percorso dimostra la forza e la sostenibilità della redditività del nostro Gruppo”, ha dichiarato Zambotti.
Le mosse rientrano nel piano strategico Elevate 2030, che prevede di raddoppiare entro il 2030 le masse medie estere, portandole da circa 56 miliardi attuali a 95-110 miliardi di euro, mantenendo una marginalità core tra 30 e 40 punti base. Un ulteriore segnale forte è la politica di dividendi: il prossimo dividendo, atteso superiore a 1,75 euro per azione, comporterebbe un payout ratio del 61% sull’utile netto ricorrente.
Impatto su Azimut in Borsa e sul risparmio gestito
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Sul settore risparmio gestito: Azimut si conferma leader assoluto in Italia, con una quota di mercato in espansione e un modello che combina crescita organica e M&A. La performance rafforza il sentiment sul comparto, favorendo flussi verso gestori indipendenti e piattaforme digitali, in un contesto di tassi in calo che spinge i risparmiatori verso azioni e fondi.
(Redazione)
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